Licenziato definitivamente il piano regolatore, il porto di
Genova può dare avvio a progetti per 350 miliardi di lire
Previsto l'incremento dei traffici e delle quote di mercato
nei settori delle merci convenzionali e in container e dei passeggeri
«Non è un libro dei sogni, ma un piano concreto e
attuabile nell'arco di un decennio». Così Giuliano
Gallanti, presidente dell'Autorità Portuale di Genova,
ha risposto oggi alle critiche di chi asserisce che il nuovo piano
regolatore portuale di Genova, approvato definitivamente
due giorni fa
dalla Regione Liguria, è un progetto poco
coraggioso. «Critiche - ha ironizzato - avanzate da studiosi,
e dico studiosi per usare un eufemismo, naturalmente».
Il presidente dell'authority portuale si è detto «soddisfatto
per il risultato conseguito» ed ha specificato che il piano
licenziato dall'ente regionale «corrisponde al disegno fatto
inizialmente, con l'eccezione di Calata Concenter e della destinazione
dello Yacht Club». Ora però possono essere avviati
i lavori, per un importo di circa 350 miliardi di lire, di cui
180-200 garantiti dalla legge 413/98 e dal suo rifinanziamento.
In programma ci sono i primi interventi ai ponti Ronco, Canepa,
Libia e Sanità, con la realizzazione di aree per circa
200mila metri quadrati che daranno una capacità di traffico
aggiuntiva pari a 500mila teu all'anno. Sono previsti anche interventi
sulla viabilità stradale e ferroviaria e, nel settore industriale,
nell'area dell'ex superbacino e dei bacini di carenaggio. Per
il polo petrolifero di Multedo invece sarà necessario convocare
la Conferenza dei Servizi e avviare le procedure di valutazione
di impatto ambientale.
Oggi nella sala dei Protettori di Palazzo San Giorgio, dove è
stato fatto il punto sulle possibilità offerte dal nuovo
piano, sembravano distanti le polemiche che fino a ieri hanno
acceso il dibattito sull'approvazione del piano regolatore portuale,
incentrate sull'ampliamento dell'area di Voltri dove - ha precisato
Gallanti - «rimangono le nove prescrizioni introdotte dalla
Regione». Se da una parte potranno proseguire gli interventi
per il completamento del sesto modulo del Voltri Terminal Europa,
dall'altra invece - come specificato nel testo integrato del provvedimento
regionale di approvazione del prp, che riportiamo di seguito -
dovrà essere effettuato un nuovo studio sull'impatto ambientale
dell'ampliamento del terminal a ponente. Studi su questo aspetto
sono già stati svolti ed hanno affermato la compatibilità
ambientale dell'espansione del porto. Cosa cambia allora rispetto
ad alcuni anni fa? Che il piano regolatore portuale è stato
approvato e che si dovrà "semplicemente" lavorare
ad una soluzione, differente da quella proposta nel prp, che coniughi
ambiente e traffico portuale.
Resta inoltre aperta la questione dell'area siderurgica di Cornigliano.
Sul destino dell'acciaieria - ha ricordato Gallanti - «è
attesa la decisione del Consiglio di Stato. Ma 26 miliardi di
lire sono disponibili da subito per realizzare la sopraelevata
portuale di collegamento tra il bacino di Sampierdarena e il distripark
di Cornigliano, qualunque esso sia».
Rimane il rammarico per l'eccessivo tempo occorso per l'approvazione
del progetto. «E' fondamentale - ha osservato il presidente
dell'authority - che un piano regolatore portuale venga approvato
in tempi rapidi, perché è uno strumento di programmazione
economica. I prp inoltre danno potere di governance alle
istituzioni, che possono far fronte allo strapotere degli operatori».
«Uno dei limiti denunciati da ESPO (European Sea Ports Organisation,
ndr) riguardo alla proposta di direttiva della Commissione Europea
sul mercato dei servizi portuali - ha osservato - è proprio
relativo alla debolezza delle authority portuali nei confronti
degli operatori. In quest'ottica il piano regolatore portuale
è uno strumento di forza dell'Autorità Portuale
nei confronti del mercato».
Perplessità sono state manifestate anche sull'opportunità
di valutare gli aspetti ambientali nel corso della stesura del
prp: «non penso - ha affermato Gallanti - che abbia senso
una valutazione d'impatto ambientale su un piano regolatore portuale,
che casomai deve essere effettuata sulle singole opere».
L'ente portuale ritiene che il nuovo prp consenta a Genova di
poter fare affidamento sul suo porto. «In un mondo globalizzato
- ha detto Gallanti - reggono i punti d'eccellenza, tra cui i
porti». La sfida concorrenziale è quanto mai serrata,
con gli scali del Mediterraneo settentrionale tutti impegnati
ad incrementare le rispettive quote di traffici. Se - come è
stato detto - il porto di Marsiglia fa paura, soprattutto per
le sue prospettive di crescita, anche Genova sta affilando le
armi. Il piano regolatore portuale - ha puntualizzato il segretario
generale dell'authority, Fabio Capocaccia - «prevede nei
container non solo di incrementare il traffico, ma anche di aumentare
la quota di mercato. Lo stesso accade per le merci convenzionali
e per il passeggeri, mentre è previsto un mantenimento
dei livelli nel traffico di rinfuse solide ed un calo in quelle
liquide».
Bruno Bellio
Testo integrato del provvedimento regionale di approvazione
del Piano (proposta della Giunta dell'11 maggio integrata dalla
proposta del 13 luglio) così come integrato dagli emendamenti
approvati in Consiglio Regionale nella seduta del 31 luglio.
Voltri
....... Per quanto concerne le specifiche competenze regionali
in materia paesistica ed urbanistica, si ribadisce che la ricerca
di soluzioni per il potenziamento del Porto di Voltri, laddove
ne venisse dimostrata la necessità, così come richiesto
dal Ministero dell'Ambiente, resta subordinata:
- a soluzioni che non compromettano l'attuale spiaggia di Voltri
sotto il profilo dell'equilibrio idro-dinamico, paesistico e della
qualità della fruizione e per le quali si reputa quindi
necessario operare una conseguente rinuncia dell'allungamento
dell'attuale diga foranea verso ponente nei termini previsti dal
Piano, anche alla luce del fatto che gli studi specifici contenuti
nello Studio di Impatto Ambientale allegato al Piano evidenziano
già, relativamente a tale struttura, problemi in ordine
al mantenimento dell'attuale assetto del litorale e al deflusso
del torrente Leira, ricercando soluzioni progettuali che migliorino
l'inserimento delle opere nel paesaggio costiero, con particolare
riferimento all'abitato di Voltri.
- Alla possibilità di garantire un adeguato potenziamento
delle infrastrutture di trasporto per l'arrivo e l'inoltro delle
merci, sia all'interno che all'esterno dell'ambito.
Nella prospettiva di nuove soluzioni che tengano conto di quanto
sopra, la Regione potrebbe esaminare favorevolmente ipotesi di
ampliamento realizzabili estendendo verso mare gli spazi già
esistenti a ponente, fino al punto in cui non comportino allungamenti
della diga foranea nocivi per la spiaggia, e davanti al terminal
oggi esercito dal VTE, operando quindi una più razionale
organizzazione degli spazi esistenti, e nella convinzione che
in tal modo si potrebbe egualmente consentire un potenziamento
significativo delle capacità del Terminal di Voltri, senza
peraltro infliggere ulteriori costi ambientali al tratto di litorale
urbano retrostante.
Peraltro la previsione per questo ambito nei termini previsti
dal Piano è da ritenersi inefficace (con l'effetto che)
la sopracitata previsione di ampliamento verso mare resta subordinata
all'approvazione da parte delle Amministrazioni interessate, in
sede di apposito Accordo di Programma, dello studio richiesto
dal decreto di compatibilità ambientale e delle conseguenti
soluzioni progettuali, da predisporsi a cura dell'Autorità
Portuale nel rispetto delle integrazioni specifiche di cui sopra
.......
Ambito Multedo
.... In tale contesto, l'attuazione delle previsioni del PRP è
condizionata alla promozione da parte dell'Autorità Portuale
di un Accordo di programma entro 12 mesi da oggi riferito agli
ambiti PMS3, PMS4, PMS5, PMS6 mirato alla effettiva riduzione
dei traffici petroliferi da attuarsi mediante una significativa
riduzione del numero degli accosti ed il conseguente recupero
di disponibilità di spazi ....
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