Renaissance Cruises verso il fallimento. Le compagnie crocieristiche
cambiano i loro programmi
Ieri la società di Fort Lauderdale ha cessato improvvisamente
la sua attività, sbarcando passeggeri ed equipaggi dalle
sue navi
Il settore delle crociere, così sensibile agli effetti
delle crisi internazionali, sta iniziando ad accusare le ripercussioni
dell'attacco terroristico negli USA e della minaccia di guerra
che incombe sulle zone calde del Medio Oriente e dell'Asia meridionale.
La compagnia crocieristica Renaissance Cruises di Fort Lauderdale,
che ha una flotta di 10 unità che opera in tutto il mondo,
ha cessato improvvisamente ieri la sua attività, sbarcando
i passeggeri e gli equipaggi presenti sulle sue navi e annunciando
il prossimo fallimento.
La statunitense Royal Caribbean ha intanto comunicato una variazione
dei propri programmi crocieristici che prevede il trasferimento
di due delle quattro navi destinate originariamente al mercato
europeo a quello nordamericano. Si tratta delle unità Rhapsody
of the Seas e Grandeur of the Seas.
«Riteniamo che l'Europa sia ancora un mercato molto vitale
per il turismo - ha detto il presidente di Royal Caribbean International,
Jack Williams - e vi porteremo la nostra nuova nave (la Brilliance
of the Seas, ndr) nell'estate del 2002. Tuttavia, considerata
l'impossibilità di valutare l'attuale situazione del mercato
turistico, pensiamo che sia prudente riposizionare alcune delle
nostre navi. Il nostro impegno a lungo termine nel mercato europeo
rimane invariato».
La compagnia ha detto che i passeggeri che avevano prenotato crociere
che sono state cancellate o che sono state spostate saranno rimborsati.
Anche la britannica P&O Princess Cruises ha modificato i propri
programmi a causa - ha affermato la compagnia - «della prevista
flessione della domanda da parte dei passeggeri nordamericani
di crociere nelle regioni dell'Oceano Indiano, del Medio Oriente
e dell'Africa».
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