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17 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16:35 GMT+1



11 ottobre 2001

Si acuisce lo scontro tra Aker Maritime e i vertici della Kvaerner

La russa Yukos ha intanto acquisito il 10% del gruppo industriale anglo-norvegese

La Yukos Finance B.V., filiale della compagnia petrolifera russa Yukos Oil Company, ha acquistato oggi 586.487 azioni del gruppo industriale e navalmeccanico Kvaerner ASA, pari a circa il 10% del capitale azionario. Yukos - spiega un comunicato del gruppo russo - ha concrete relazioni contrattuali con la Kvaerner ed ha interesse nel preservare il livello di servizio ricevuto dalla Kvaerner durante il periodo di incertezza che la società sta vivendo. «Siamo stati molto colpiti dall'alto livello di esperienza tecnica della Kvaerner - ha detto Yuri Beilin, presidente di Yukos Exploration and Production - e ci proponiamo di progettare come possiamo espandere ulteriormente le relazioni tra le nostre aziende nel contesto dei prossimo progetti della Yukos».

L'acquisizione è avvenuta dopo che la norvegese Aker Maritime, principale azionista della Kvaerner, aveva annunciato di non essere intenzionata a partecipare insieme con un consorzio di garanti ad un aumento di capitale del gruppo industriale, soluzione considerata troppo rischiosa, e di voler eventualmente valutare successivamente se quanto deciso del consiglio di amministrazione si concretizzerà in una soluzione duratura e concreta per il gruppo.

Tre settimane fa Aker Maritime aveva espresso la volontà di giocare un ruolo centrale nel salvataggio della Kvaerner. Nelle tre settimane - ha reso noto oggi la Aker Maritime - sono state raccolte però indicazioni sfavorevoli all'operazione ed è stato constatato che il punto di vista sulla situazione della società differisce da quello del cda, del management e degli altri azionisti di riferimento della Kvaerner. Secondo Aker Maritime quindi «i problemi vanno al di là della liquidità». «Il gruppo - ha osservato con durezza la società norvegese - ora non solo ha un problema di liquidità a breve termine e un indebitamento eccessivo. Ha anche un problema di management e soffre della mancanza di fiducia di importanti partner commerciali». Aker Maritime ritiene che se non verranno risolti questi problemi «la nuova iniezione di liquidità dagli azionisti evaporerà più velocemente di quanto è accaduto ai 4,5 miliardi di corone norvegesi che Kvaerner ha ricevuto dai suoi proprietari negli ultimi due anni».
La società norvegese ha chiesto ad consiglio di amministrazione della Kvaerner di prendere in considerazione altre alternative rispetto all'aumento di capitale spiegando che «nell'attuale mercato finanziario sarà comunque difficile per Kvaerner racimolare altri miliardi di corone ottenendo un risultato accettabile». Aker Maritime ha infine affermato che Kvaerner dovrebbe realisticamente riallineare le sue ambizioni di crescita alla luce delle attuali risorse del gruppo: «la priorità - ha spiegato la società - dovrebbe ora essere quella di assicurare i posti di lavoro e ciò che rimane delle attività sane. Inoltre le attività future della Kvaerner dovrebbero essere date in mano ad un management che abbia la capacità di ridare fiducia nel gruppo».


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Vincenzo Miele

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