Si acuisce lo scontro tra Aker Maritime e i vertici della Kvaerner
La russa Yukos ha intanto acquisito il 10% del gruppo industriale
anglo-norvegese
La Yukos Finance B.V., filiale della compagnia petrolifera russa
Yukos Oil Company, ha acquistato oggi 586.487 azioni del gruppo
industriale e navalmeccanico Kvaerner ASA, pari a circa il 10%
del capitale azionario. Yukos - spiega un comunicato del gruppo
russo - ha concrete relazioni contrattuali con la Kvaerner ed
ha interesse nel preservare il livello di servizio ricevuto dalla
Kvaerner durante il periodo di incertezza che la società
sta vivendo. «Siamo stati molto colpiti dall'alto livello
di esperienza tecnica della Kvaerner - ha detto Yuri Beilin, presidente
di Yukos Exploration and Production - e ci proponiamo di progettare
come possiamo espandere ulteriormente le relazioni tra le nostre
aziende nel contesto dei prossimo progetti della Yukos».
L'acquisizione è avvenuta dopo che la norvegese Aker Maritime,
principale azionista della Kvaerner, aveva annunciato di non essere
intenzionata a partecipare insieme con un consorzio di garanti
ad un aumento di capitale del gruppo industriale, soluzione considerata
troppo rischiosa, e di voler eventualmente valutare successivamente
se quanto deciso del consiglio di amministrazione si concretizzerà
in una soluzione duratura e concreta per il gruppo.
Tre settimane fa Aker Maritime aveva espresso la volontà
di giocare un ruolo centrale nel salvataggio della Kvaerner. Nelle
tre settimane - ha reso noto oggi la Aker Maritime - sono state
raccolte però indicazioni sfavorevoli all'operazione ed
è stato constatato che il punto di vista sulla situazione
della società differisce da quello del cda, del management
e degli altri azionisti di riferimento della Kvaerner. Secondo
Aker Maritime quindi «i problemi vanno al di là della
liquidità». «Il gruppo - ha osservato con durezza
la società norvegese - ora non solo ha un problema di liquidità
a breve termine e un indebitamento eccessivo. Ha anche un problema
di management e soffre della mancanza di fiducia di importanti
partner commerciali». Aker Maritime ritiene che se non verranno
risolti questi problemi «la nuova iniezione di liquidità
dagli azionisti evaporerà più velocemente di quanto
è accaduto ai 4,5 miliardi di corone norvegesi che Kvaerner
ha ricevuto dai suoi proprietari negli ultimi due anni».
La società norvegese ha chiesto ad consiglio di amministrazione
della Kvaerner di prendere in considerazione altre alternative
rispetto all'aumento di capitale spiegando che «nell'attuale
mercato finanziario sarà comunque difficile per Kvaerner
racimolare altri miliardi di corone ottenendo un risultato accettabile».
Aker Maritime ha infine affermato che Kvaerner dovrebbe realisticamente
riallineare le sue ambizioni di crescita alla luce delle attuali
risorse del gruppo: «la priorità - ha spiegato la
società - dovrebbe ora essere quella di assicurare i posti
di lavoro e ciò che rimane delle attività sane.
Inoltre le attività future della Kvaerner dovrebbero essere
date in mano ad un management che abbia la capacità di
ridare fiducia nel gruppo».
|