AMRIE denuncia la pericolosità degli attuali sistemi
di stivaggio dei container sui ponti delle navi
L'organizzazione non-profit propone di modificare la progettazione
delle portacontainer e chiede di basare le tariffe portuali sulla
dimensione delle navi e non sulle tonnellate di stazza lorda
L'AMRIE (Alliance of Maritime Regional Interests in Europe)
chiede l'adozione di misure che contrastino la pericolosa pratica
di caricare oltre i tre quarti dei container sui ponti delle navi.
I membri dell'AMRIE hanno concordato una serie di proposte
per far sì che i container non siano accatastati su pile
di oltre sette piani sul ponte, come avviene attualmente, o di
nove piani, come è previsto accada. Gli oltre 10.000 container
che ogni anno cadono fuoribordo - ha spiegato AMRIE - costano
alle società di assicurazione oltre quattro miliardi di
euro all'anno; il P&I Club ha affermato che lo scorso anno
il valore medio di ciascuna richiesta di risarcimento è
ammontato a 400mila euro.
Nel corso dell'assemblea generale dell'AMRIE, che si è
svolta giovedì e venerdì della scorsa settimana
a Bruxelles, gli associati hanno deciso di dare il via libera
al lancio di una campagna rivolta ai governi e alle autorità
europee per sensibilizzarli sul problema della pericolosità
di queste pratiche di carico delle portacontainer. Le misure -
ha detto l'AMRIE - «potrebbero includere un nuovo tipo di
progettazione delle navi portacontainer e la revisione delle tariffe
portuali basate sul tonnellaggio di stazza lorda che, in alcune
nazioni, incoraggiano l'assunzione di rischi da parte dei caricatori».
L'AMRIE chiede in particolare una revisione delle tariffe portuali
relative alle portacontianer: «la pratica di imporre le tariffe
sulla base della stazza lorda della nave - ha spiegato l'organizzazione
non-profit - potrebbe essere mutata secondo gli schemi usati in
Francia e in Polonia, che sono basati sulla lunghezza, larghezza
e pescaggio della nave e sul tipo di servizi utilizzati. Ciò
darebbe anche il vantaggio di armonizzare le procedure in tutta
l'Unione Europea».
I container - ha rilevato l'AMRIE - sono fissati sulle navi in
maniera poco sicura, non possono essere assicurati meglio in
mare, specialmente in presenza di cattivo tempo, e rappresentano
quindi una grave minaccia per le piccole imbarcazioni, per gli
yachts e per i lavoratori portuali, che sono esposti a pericoli
in misura crescente. Il problema è inoltre aggravato dal
fatto che sovente il peso dei container non viene registrato correttamente.
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