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22 novembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20.16 GMT+1



3 dicembre 2001

AMRIE denuncia la pericolosità degli attuali sistemi di stivaggio dei container sui ponti delle navi

L'organizzazione non-profit propone di modificare la progettazione delle portacontainer e chiede di basare le tariffe portuali sulla dimensione delle navi e non sulle tonnellate di stazza lorda

L'AMRIE (Alliance of Maritime Regional Interests in Europe) chiede l'adozione di misure che contrastino la pericolosa pratica di caricare oltre i tre quarti dei container sui ponti delle navi.

I membri dell'AMRIE hanno concordato una serie di proposte per far sì che i container non siano accatastati su pile di oltre sette piani sul ponte, come avviene attualmente, o di nove piani, come è previsto accada. Gli oltre 10.000 container che ogni anno cadono fuoribordo - ha spiegato AMRIE - costano alle società di assicurazione oltre quattro miliardi di euro all'anno; il P&I Club ha affermato che lo scorso anno il valore medio di ciascuna richiesta di risarcimento è ammontato a 400mila euro.

Nel corso dell'assemblea generale dell'AMRIE, che si è svolta giovedì e venerdì della scorsa settimana a Bruxelles, gli associati hanno deciso di dare il via libera al lancio di una campagna rivolta ai governi e alle autorità europee per sensibilizzarli sul problema della pericolosità di queste pratiche di carico delle portacontainer. Le misure - ha detto l'AMRIE - «potrebbero includere un nuovo tipo di progettazione delle navi portacontainer e la revisione delle tariffe portuali basate sul tonnellaggio di stazza lorda che, in alcune nazioni, incoraggiano l'assunzione di rischi da parte dei caricatori». L'AMRIE chiede in particolare una revisione delle tariffe portuali relative alle portacontianer: «la pratica di imporre le tariffe sulla base della stazza lorda della nave - ha spiegato l'organizzazione non-profit - potrebbe essere mutata secondo gli schemi usati in Francia e in Polonia, che sono basati sulla lunghezza, larghezza e pescaggio della nave e sul tipo di servizi utilizzati. Ciò darebbe anche il vantaggio di armonizzare le procedure in tutta l'Unione Europea».

I container - ha rilevato l'AMRIE - sono fissati sulle navi in maniera poco sicura, non possono essere assicurati meglio in mare, specialmente in presenza di cattivo tempo, e rappresentano quindi una grave minaccia per le piccole imbarcazioni, per gli yachts e per i lavoratori portuali, che sono esposti a pericoli in misura crescente. Il problema è inoltre aggravato dal fatto che sovente il peso dei container non viene registrato correttamente.


ITAL-PRO-RA.MAR.
Fortune International Trasport
Autorità Portuale di Taranto



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