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29 gennaio 2003

I cantieri navali privati italiani sono in grave difficoltà

L'ANCANAP chiede l'adozione immediata di adeguate misure di difesa contro il dumping praticato dai cantieri sudcoreani

I cantieri navali privati italiani sono in grave difficoltà e rischiano la chiusura se non saranno adottate in brevissimo tempo adeguate misure di difesa, in particolare contro il dumping praticato dai cantieri navali sudcoreani. L'allarme è stato lanciato oggi da Stefano Silvestroni, neopresidente dell'ANCANAP (Associazione Nazionale Cantieri Navali Privati) in occasione dell'assemblea annuale che ha avuto luogo a Sarzana, presso il cantiere Intermarine (vedi relazione nel "Forum dello shipping e della logistica").

La domanda mondiale di nuove costruzioni navali - ha spiegato Silvestroni - è scesa nel 2001 del 24% rispetto al 2000 ed i prezzi sono diminuiti del 15%. Nei primi nove mesi del 2002 è proseguito il trend negativo, con un'ulteriore contrazione del 21% rispetto al 2001. Anche i prezzi hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi dieci anni.

Per quanto riguarda l'Italia, nel 2001 sono state ultimate 23 navi per complessive 525.000 tonnellate di stazza lorda compensata e per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, due terzi dei quali per committenti esteri. Nei primi nove mesi del 2002 i cantieri italiani hanno ultimato 28 unità.

L'ANCANAP ha messo in evidenza la differenza tra la capacità produttiva della cantieristica italiana per il biennio 2001-2002, pari a 1.400.000 tonnellate di stazza lorda compensata (700.000 all'anno) e le commesse acquisite nello stesso periodo, pari a 253.825 tslc. Un divario che - ha sottolineato l'associazione - dà un quadro della drammatica situazione del settore.

Nei primi nove mesi del 2002 i cantieri associati all'ANCANAP hanno ultimato 21 navi. Positivo è anche il programma di lavoro per la prima parte del 2003. «Per il futuro - teme invece l'associazione - sono a rischio oltre 20.000 posti di lavoro. Allarmanti sono le prospettive per i prossimi anni: nonostante la cantieristica italiana garantisca il livello qualitativo più alto nel mondo, gli armatori sono attratti dai bassi prezzi praticati dai Paesi del Far East, resi possibili dall'adozione di pesanti politiche di dumping».

Nel periodo 2000-2002 gli armatori italiani hanno ordinato circa 180 navi ai cantieri del Far East o di Paesi extra UE, per un totale di oltre 3.100.000 tonnellate di stazza lorda ed un valore di 5 miliardi di dollari. «Sono cifre impressionanti - detto Silvestroni - che fanno riflettere e dovrebbero spingere il nostro governo e gli organismi europei ad adottare misure concrete ed immediate». L'ANCANAP lamenta invece l'inerzia del governo che «nella Finanziaria 2003, non ha stanziato nemmeno i modesti fondi, 24 milioni di euro, per navi già in costruzione a fronte di leggi già in essere da tempo».

L'associazione dei cantieri navali privati italiani auspica quindi l'avvio di «una coerente politica di difesa da parte degli organi comunitari e nazionali che permetta a i cantieri nazionali di competere ad armi pari con la concorrenza internazionale creando così le condizioni affinché l'armamento europeo ed italiano abbia la convenienza a costruire le navi in Italia». «Vanno riviste per la cantieristica - ha chiesto in particolare Silvestroni - le norme che regolano gli aiuti alla ricerca, allo sviluppo ed all'innovazione, oggi, accordati in misura marginale rispetto ad altre industrie. Devono inoltre essere introdotte misure per sostenere la costruzione di nuove navi petrolchimiche, a doppio scafo, che permettano la sostituzione senza indugio delle navi vetuste a singolo scafo responsabili di continui disastri ecologici».

«Agli sforzi delle aziende - ha concluso Silvestroni - devono potersi affiancare efficaci misure "pubbliche" che rafforzino il vantaggio tecnologico e di qualità raggiunti nei confronti della concorrenza sleale extraeuropea alla quale non può essere consentito di aggirare le regole del mercato compromettendone gli equilibri».

Il nuovo presidente dell'ANCANAP è stato eletto oggi all'unanimità dall'assemblea annuale dell'associazione, che ha anche confermato il mandato al direttore generale Giancarlo Casani. Silvestroni, che è subentrato a Giovanni Morace, rimarrà in carica per due anni. Il neopresidente è uno dei responsabili del cantiere navale Rosetti Marino Spa guidato da Gianfranco Magnani ed ha ricoperto per diversi anni la carica di vice presidente dell'ANCANAP.


Evergreen Line
Vincenzo Miele

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