Continua a crescere il numero degli atti di pirateria
Lo scorso anno sono stati 370, contro 335 nel 2001. E' calato
a 10 il numero dei marittimi uccisi (21 nel 2001), ma il dato
non comprende 24 persone date per disperse
Lo scorso anno gli atti di pirateria contro le navi sono stati
370, contro 335 nel 2001. Lo ha reso noto ieri l'International
Maritime Bureau (IMB) dell'International Crime Services (ICC)
in un rapporto che ha sottolineato come la maggior parte delle
aggressioni siano avvenute quando le navi erano all'ancora. La
notevole crescita del successo degli abbordaggi da parte dei pirati
combinata con il calo del numero dei tentativi di aggressione
- ha osservato l'IMB - conferma la necessità di utilizzare
ulteriori misure di prevenzione a bordo delle navi. «La sorveglianza
contro la pirateria - ha rilevato l'IMB - costituisce tuttora
il miglior deterrente».
L'Indonesia è al primo posto della graduatoria degli atti
di pirateria, con 103 attacchi registrati nel 2002. Al secondo
posto il Bangladesh con 32 attacchi e al terzo l'India con 18
attacchi. Sono risultati in aumento gli atti di pirateria in Sud
America (Brasile, Colombia, Repubblica Dominicana, Ecuador, Guyana).
In Africa - conferma il rapporto - le acque al largo della Somalia
sono tra le più pericolose al mondo. «Il rischio di
attacchi a navi che bordeggiano la costa da parte di milizie armate
somale - ha precisato l'IMB - è ora passato dal costituire
una delle possibilità ad essere una certezza. Qualsiasi
nave che attualmente effettua uno scalo in un porto somalo, che
rallenta o che si ferma vicino alla costa somala, viene abbordata
da queste bande». Questi pirati - si legge nel rapporto -
hanno estorto notevoli somme di denaro agli armatori per il rilascio
della nave e dell'equipaggio.
Il numero dei marittimi uccisi dai pirati è sceso da 21
nel 2001 a 10 nel 2002. Questo dato - ha però osservato
l'IMB - non comprende 24 passeggeri o marittimi dati per dispersi,
molti dei quali potrebbero essere morti.
Un capitolo a parte è costituito dagli atti di terrorismo,
come quello che ha riguardato la petroliera Limburg, contro
la quale è stata lanciata un'imbarcazione carica di esplosivo
(inforMARE del
10 ottobre 2002).
«Nessuna reazione assunta a bordo - ha rilevato l'IMB - può
proteggere la nave da questi eventi». Secondo l'IMB l'unica
possibilità per ridurre il rischio di tali attacchi è
costituita da misure assunte dalle nazioni costiere per far sì
che l'accesso ai porti sia reso più sicuro. L'International
Maritime Bureau ha sollecitato le autorità portuali ad
individuare canali di accesso ai porti posti sotto la sorveglianza
della guardia costiera e delle forze dell'ordine. «Il rischio
di attacchi terroristici - ha precisato l'IMB - forse non potrà
mai essere eliminato, ma notevoli passi avanti possono essere
compiuti per ridurre tale rischio».
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