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25 ottobre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07.37 GMT+2



30 gennaio 2003

Continua a crescere il numero degli atti di pirateria

Lo scorso anno sono stati 370, contro 335 nel 2001. E' calato a 10 il numero dei marittimi uccisi (21 nel 2001), ma il dato non comprende 24 persone date per disperse

Lo scorso anno gli atti di pirateria contro le navi sono stati 370, contro 335 nel 2001. Lo ha reso noto ieri l'International Maritime Bureau (IMB) dell'International Crime Services (ICC) in un rapporto che ha sottolineato come la maggior parte delle aggressioni siano avvenute quando le navi erano all'ancora. La notevole crescita del successo degli abbordaggi da parte dei pirati combinata con il calo del numero dei tentativi di aggressione - ha osservato l'IMB - conferma la necessità di utilizzare ulteriori misure di prevenzione a bordo delle navi. «La sorveglianza contro la pirateria - ha rilevato l'IMB - costituisce tuttora il miglior deterrente».

L'Indonesia è al primo posto della graduatoria degli atti di pirateria, con 103 attacchi registrati nel 2002. Al secondo posto il Bangladesh con 32 attacchi e al terzo l'India con 18 attacchi. Sono risultati in aumento gli atti di pirateria in Sud America (Brasile, Colombia, Repubblica Dominicana, Ecuador, Guyana). In Africa - conferma il rapporto - le acque al largo della Somalia sono tra le più pericolose al mondo. «Il rischio di attacchi a navi che bordeggiano la costa da parte di milizie armate somale - ha precisato l'IMB - è ora passato dal costituire una delle possibilità ad essere una certezza. Qualsiasi nave che attualmente effettua uno scalo in un porto somalo, che rallenta o che si ferma vicino alla costa somala, viene abbordata da queste bande». Questi pirati - si legge nel rapporto - hanno estorto notevoli somme di denaro agli armatori per il rilascio della nave e dell'equipaggio.

Il numero dei marittimi uccisi dai pirati è sceso da 21 nel 2001 a 10 nel 2002. Questo dato - ha però osservato l'IMB - non comprende 24 passeggeri o marittimi dati per dispersi, molti dei quali potrebbero essere morti.

Un capitolo a parte è costituito dagli atti di terrorismo, come quello che ha riguardato la petroliera Limburg, contro la quale è stata lanciata un'imbarcazione carica di esplosivo (inforMARE del 10 ottobre 2002). «Nessuna reazione assunta a bordo - ha rilevato l'IMB - può proteggere la nave da questi eventi». Secondo l'IMB l'unica possibilità per ridurre il rischio di tali attacchi è costituita da misure assunte dalle nazioni costiere per far sì che l'accesso ai porti sia reso più sicuro. L'International Maritime Bureau ha sollecitato le autorità portuali ad individuare canali di accesso ai porti posti sotto la sorveglianza della guardia costiera e delle forze dell'ordine. «Il rischio di attacchi terroristici - ha precisato l'IMB - forse non potrà mai essere eliminato, ma notevoli passi avanti possono essere compiuti per ridurre tale rischio».


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