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7 gennaio 2009 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21.06 GMT+1



2 aprile 2003

Air Canada ha dichiarato fallimento

Secondo la compagnia i costi del lavoro sono «semplicemente insostenibili nel nuovo scenario dell’industria aerea»

Air Canada ha dichiarato fallimento. La Corte Suprema dell’Ontario ha infatti avviato ieri la compagnia e le sue divisioni alla procedura di amministrazione controllata stabilita dal Companies’ Creditors Arrangement Act (CCAA), che prevede l’avvio di un piano di ristrutturazione delle aziende in difficoltà. Air Canada ha iniziato anche l’iter per ottenere l’amministrazione controllata negli Stati Uniti.

«Chiaramente, nonostante non sia la nostra politica preferita - ha detto il presidente e amministratore delegato della compagnia, Robert Milton - un ricorso al CCAA è inevitabile per permettere ad Air Canada di effettuare i cambiamenti necessari per competere con efficienza e remuneratività in uno scenario mutato».

Secondo la IATA - ha ricordato Air Canada - l’industria aerea ha perso 31 miliardi di dollari negli ultimi due anni e le analisi più recenti, datate al 22 marzo scorso, prevedono che il conflitto in Iraq potrebbe probabilmente causare perdite per 10 miliardi di dollari nel settore del traffico internazionale protraendo l’attuale crollo del traffico molto avanti nella stagione estiva. Un rapporto del 7 marzo scorso di USB Warburg stima in 6,5 miliardi di dollari le perdite nel 2003 per la sola industria aerea nordamericana, che dovrà registrare una contrazione degli introiti del 4%.

Uno dei principali fattori che determinano le difficoltà delle compagnie aeree nordamericane - secondo Air Canada - è costituito dall’elevato costo del lavoro. «Sembra che attualmente le sole compagnie aeree che hanno successo - ha detto Milton - siano gli originari vettori low-cost o i principali vettori che sono stati ristrutturati». Milton ha affermato che i costi del lavoro che gravano sulle compagnie nordamericane sono «semplicemente insostenibili nel nuovo scenario dell’industria aerea».

Nel corso delle trattative con i sindacati, Air Canada aveva sottolineato la necessità di tagliare i costi annui del lavoro di 650 milioni di dollari. Il sindacato CUPE (Canadian Union of Public Employees) ha accusato la compagnia e il governo di scaricare sui lavoratori la colpa delle disastrosa situazione finanziaria in cui versa Air Canada. «Air Canada - ha sottolineato il CUPE - pretende che i suoi dipendenti siano alla radice dei suoi problemi. Noi riteniamo che il management di Air Canada e l’inerzia del governo federale siano alla radice dei problemi di Air Canada».

B.B.


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