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2 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08.46 GMT+1



4 giugno 2003

Nuovo dispositivo per il recupero degli idrocarburi contenuti nelle stive delle petroliere affondate

Il sistema - preinstallato sulle navi - consente un rapido svuotamento delle cisterne

La società francese JLMD Ecologic Group presenterà nei prossimi giorni a Parigi, Londra e Monaco un nuovo dispositivo per il recupero degli idrocarburi contenuti nelle stive delle petroliere affondate che è stato inventato e brevettato dal fondatore e amministratore delegato dell’azienda, Jean-Luc Dabi.

Il sistema - afferma la società transalpina - consente di ridurre dal 70 al 90% l’inquinamento causato dal naufragio delle petroliere. Il JLMD System può essere installato su ogni tipo di nave cisterna, di costruzione più o meno recente, a semplice o doppio scafo, e funziona qualunque siano le condizioni meteorologiche e la posizione della nave sul fondo del mare.

Con il nuovo dispositivo - sottolinea JLMD - basta meno di una settimana per svuotare le cisterne di una petroliera dal momento del collegamento del tubo di scarico. Un periodo estremamente ridotto rispetto a quanto occorre con le attuali procedure: basti considerare - rileva la società francese - che per l’Erika, naufragata al largo della Bretagna nel dicembre 1999, sono occorsi oltre dieci mesi alle società incaricate del recupero per ottenere questo risultato.

Il JLMD System è costituito da speciali valvole che vengono installate ai quattro angoli del compartimento laterale, a babordo ed a tribordo della nave, in modo da consentire l’estrazione del carburante qualunque sia la posizione della nave sul fondo del mare.
In caso di necessità, queste valvole permettono di collegare i serbatoi della nave immersa a quello della nave in superficie per mezzo di un robot sottomarino teleguidato di tipo ROV. Una volta aperte, le valvole favoriscono, per pressione idrostatica, l’ingresso dell’acqua attraverso le aperture situate nella parte più bassa dei serbatoi della nave sommersa. In questo modo l’acqua spinge il combustibile della nave immersa verso i serbatoi della nave in superficie. Il sistema - spiega JLMD - consente così il recupero del liquido inquinante senza l’utilizzo di alcun sistema motorizzato né rischi d’esplosione; inoltre, grazie alla preinstallazione il collegamento ai serbatoi della nave naufragata non richiede alcuna perforazione, principale causa d’inquinamento e di rischi per i sommozzatori.


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