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1 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17.16 GMT+1



1 luglio 2003

In crisi il rapporto di partnership tra l’industria armatoriale e le società di classificazione

ABS ha presentato una controdenuncia contro il governo spagnolo

Le società di classificazione non sono considerate più come partner dall’industria armatoriale. Lo sostiene Robert D. Somerville, presidente e CEO dell’American Bureau of Shipping, che ha motivato la sua opinione nel corso del World Maritime Forum che si è svolto nei giorni scorsi a San Pietroburgo.

Somerville ha detto che moltissimi armatori ritengono che le società di classificazione siano come invadenti cani da guardia. Secondo il manager di ABS gli armatori sono sottoposti ad un’intensa pressione commerciale ed hanno poca volontà o pochi incentivi per mantenere in buono stato le loro navi. In pratica - ha spiegato – qualche armatore utilizza una sua nave sinché la società di classificazione stabilisce che non è più conforme alle normative e comunque l’armatore cerca di fare il possibile per ritardare il giorno in cui la società di classificazione emette questa sentenza o per rimandare l’effettuazione delle necessarie riparazioni.

Oltre al mutato rapporto delle compagnie armatrici nei confronti delle società di classificazione, queste ultime devono fare i conti anche con il differente atteggiamento dell’opinione pubblica verso il trasporto marittimo, mutamento che ABS ha vissuto sulla propria pelle in occasione dell’incidente alla petroliera Prestige, classificata dall’azienda americana, che è affondata di fronte alla costa spagnola (inforMARE del 19 novembre 2002). Nel suo intervento Somerville ha sostenuto che le pratiche di autoregolamentazione portate avanti dalle società di classificazione non sono più accettate dai governi e dalla gente. Ad ogni inquinamento provocato da petroliere, per quanto poco frequenti essi siano - ha spiegato - sarà chiamata in causa l’efficacia dell’attuale sistema di sicurezza della navigazione, che sarà ritenuto inadatto. Secondo Somerville è giunto il momento che il sistema di sicurezza della navigazione prenda atto di questi mutamenti e vi si adatti in maniera razionale ed efficace, se - ha precisato - la professione della classificazione vuole avere una qualche rilevanza in futuro.

Il presidente di ABS ha accolto con favore la recente decisione dell’International Association of Classification Societies (IACS) di procedere verso l’adozione di criteri di valutazione comuni, ma ha ricordato che anche altri problemi assillano le società di classificazione: tra questi i limiti delle loro responsabilità e l’esposizione nei confronti di sanzioni penali. Problemi che toccano direttamente ABS, che è oggetto di un’azione legale intentata dal governo spagnolo per i danni causati dall’affondamento della Prestige (inforMARE del 19 maggio 2003). L’evolversi della vicenda ha indotto la società americana ha denunciare a sua volta il governo di Madrid e il governo provinciale basco, accusandoli di aver intrapreso l’azione legale nei confronti di ABS in violazione delle normative spagnole. American Bureau of Shipping ha precisato ieri che con l’iniziativa intende far sì che qualsiasi risarcimento richiesto alla società di classificazione per i danni provocati dall’affondamento della petroliera debba essere sostenuto totalmente o in parte dalla Spagna. Il governo spagnolo - ha sostenuto il presidente della società statunitense - non ha potuto dimostrare che esista alcun rapporto tra le azioni di ABS, l’incidente e il conseguente rilevante inquinamento. Somerville ha sottolineato come nella sua denuncia ABS sostenga che l’inquinamento debba essere attribuito principalmente alla mancata attuazione di un piano di contenimento dell’inquinamento da parte del governo di Madrid, come invece richiesto dalle leggi spagnole, e alla decisione dell’esecutivo di negare alla nave l’accesso ad un porto di rifugio.


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