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8 gennaio 2009 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06.08 GMT+1



3 ottobre 2003

Le normative statunitensi ostacolano lo sviluppo delle crociere

Uno studio realizzato per conto dell'AAPA evidenzia il limitato utilizzo delle aree terminalistiche assegnate al Federal Inspection Service

Le consegne di nuove navi da crociera attese per i prossimi anni prefigurano una notevole crescita dell'industria crocieristica nordamericana. Una crescita che - secondo quanto afferma uno studio realizzato dalla Bermello Ajamil & Partners, Inc. per conto dell'American Association of Port Authorities (AAPA) - è ostacolata dalle attuali normative federali americane. Lo studio ha l'obiettivo di individuare e risolvere i problemi determinati all'industria crocieristica dai controlli effettuati sui passeggeri e di proporre soluzioni per migliorare queste procedure.

L'aumento della flotta - viene osservato nel documento - determinerà un incremento della richiesta di nuove infrastrutture terminalistiche nei porti del Nord America, inclusi mega-terminal che possano sbarcare ed imbarcare migliaia di passeggeri e che siano dotati nel contempo di ampi spazi dedicati alle ispezioni doganali e di security. Per far fronte alla crescita della domanda crocieristica nei prossimi quindici anni i porti statunitensi dovranno dotarsi di 56-70 nuovi terminal crocieristici (attualmente è prevista la costruzione di 14 nuovi terminal nei prossimi tre anni). Nei terminal, secondo le attuali normative sulle aree di ispezione doganale, dovranno essere approntate aree dedicate ai controlli per un totale di 93.000-195.000 metri quadrati, il cui costo ammonterà a 150-300 milioni di dollari.

Le attuali normative - ricorda lo studio - prevedono che le infrastrutture terminalistiche debbano essere dotati di aree per le ispezioni federali relative all'immigrazione, alla dogana e ai prodotti agricoli pari al 23-30% della superficie complessiva dei terminal. Le attività crocieristiche hanno però carattere stagionale e sovente - rileva l'analisi - tali strutture non sono utilizzate, anche per la carenza di personale addetto ai controlli. Gli investimenti impiegati per realizzare tali aree - propone lo studio - potrebbero essere utilizzati per migliorare la sicurezza dei porti o per effettuare dragaggi e costruire o migliorare le infrastrutture portuali.

L'attuale normativa federale americana prevede che, dal 2000, il controllo dei passeggeri sia effettuato nelle aree terminalistiche assegnate al Federal Inspection Service (FIS), dove operano le agenzie governative Immigration and Naturalization Services (INS) del dipartimento di Giustizia, US Customs Services (USCS) del dipartimento del Tesoro e Animal Plant and Health Inspection Services (APHIS) del dipartimento dell'Agricoltura. I requisiti tecnici e le aree richieste da queste agenzie - sottolinea lo studio - hanno un impatto drammatico sulla progettazione dei terminal e sulle attività crocieristiche e costano milioni di dollari ai porti e all'industria crocieristica.


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