Nel 2004 l'aumento del prezzo del combustibile potrebbe far perdere all'industria aerea tre miliardi di dollari
Ai «quattro cavalieri dell'apocalisse: la SARS, il conflitto in Iraq, il terrorismo e l'economia» - ha detto il direttore generale della IATA - potrebbe aggiungersi il quinto cavaliere: il prezzo del petrolio
Se il prezzo del combustibile aumenterà di sei dollari le compagnie aeree mondiali registreranno un passivo che ammonterà complessivamente a tre miliardi di dollari. Lo ha detto oggi il direttore generale e amministratore delegato dell'International Air Transport Association (IATA), Giovanni Bisignani, nel suo intervento alla 60ª assemblea dell'associazione, in svolgimento a Singapore.
Parlando dello stato di salute dell'industria aerea, Bisignani ha sottolineato che «alcune sfide, come quella dell'aumento del prezzo del carburante, sono generali». «Le nostre proiezioni relative ad utili per tre miliardi di dollari per quest'anno - ha spiegato - sono state basate su un prezzo medio del petrolio di 30 dollari. Se il prezzo del petrolio sarà mediamente di 33 dollari saremo in break even. A 36 dollari potremo attenderci tre miliardi di dollari di perdite».
Bisignani ha detto che lo scorso anno l'industria aerea è sopravvissuta ai «quattro cavalieri dell'apocalisse: la SARS, il conflitto in Iraq, il terrorismo e l'economia». «Quest'anno - ha aggiunto - potrebbe essere il primo anno di profitto per la nostra industria in questo secolo. Ma un quinto cavaliere - il prezzo del petrolio - potrebbe aumentare i nostri costi fino ad un miliardo di dollari al mese e negarci il profitto ancora una volta».
«I dati di traffico - ha detto inoltre Bisignani .- sono più positivi. Il traffico passeggeri del primo trimestre di quest'anno è stato consistente. Ma è ancora solo del 6,5% sopra i livelli del 2001. Sono stati persi almeno due anni di crescita».
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