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18 gennaio 2006

Intesa Unione Province d'Italia - Federazione del Mare per promuovere le professioni e le carriere marittime

Il protocollo è stato firmato oggi nella sede di Confitarma a Roma

Il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, nella veste di coordinatore per l'Unione Province d'Italia (UPI) delle "province di mare", e il presidente di Fincantieri Corrado Antonini, presidente della Federazione del Mare, l'organizzazione che rappresenta il cluster marittimo italiano, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per avviare azioni comuni al fine di promuovere tra i giovani le professioni e le carriere nel mondo marittimo.

Il protocollo, firmato oggi nella sede di Confitarma a Roma alla presenza del presidente degli armatori italiani Nicola Coccia, ha l'obiettivo è operare un'azione di concerto, nell'ambito delle rispettive competenze, per rimuovere gli ostacoli che frenano l'accesso alle professioni marittime, nonché per promuovere la formazione e l'aggiornamento della gente di mare e delle altre professionalità dello shipping. Per questo le parti si sono impegnate a favorire la creazione di un osservatorio permanente del mercato e delle professioni del mare e a sviluppare, d'intesa anche con i ministeri dell'Istruzione, dei Trasporti e del Lavoro e con le Regioni e Province sedi di Autorità Portuali e istituti nautici, azioni di promozione nel campo dell'orientamento professionale e scolastico; inoltre, ad agire di concerto per individuare nuovi profili formativi e professionali utili al mondo produttivo e con garanzie di sbocco occupazionale, senza escludere iniziative congiunte per favorire l'evoluzione della normativa nazionale, europea e internazionale.

L'iniziativa - hanno spiegato l'UPI e la Federazione del Mare - parte dalla constatazione che, nonostante le richieste del mercato e l'elevato tasso di disoccupazione giovanile, tutte le attività del settore marittimo, dalla navigazione mercantile alla pesca, dal diporto ai cantieri navali, ai porti e alle connesse attività logistiche registrano da molti anni una grave carenza di personale qualificato, che ne condiziona negativamente le potenzialità di sviluppo economico.

«Le province italiane, in virtù delle competenze istituzionali in materia di formazione e lavoro - ha detto Repetto - possono svolgere un'importante funzione di raccordo della formazione scolastica e professionale con il mercato del lavoro marittimo. Per questo, l'UPI ha formato un apposito Coordinamento delle Province di Mare con il compito, fra gli altri, di avviare un lavoro comune con l'imprenditoria e le parti sociali del settore. A rappresentarlo è stata delegata la Provincia di Genova, che nei mesi scorsi ha creato insieme a Confitarma l'Accademia Italiana della Marina Mercantile per la formazione di allievi ufficiali di coperta, di macchina e commissari di bordo».

«L'Unione europea, anche nei suoi più recenti documenti, quali ad esempio le conclusioni del Consiglio dei Trasporti del 5 dicembre - ha ricordato Antonini - ritiene indispensabile agire al più presto, promuovendo l'occupazione nelle attività marittime e innovando la percezione che ne hanno i giovani. La Federazione del Mare, che rappresenta il cluster marittimo italiano, può svolgere un'azione di rilievo per stimolare le istituzioni pubbliche e le parti sociali ad impegnarsi in maniera adeguata per rispondere a questa sfida e fare delle professioni marittime una carriera allettante, che attiri risorse giovani in questo comparto produttivo».

Il presidente di Confitarma, Nicola Coccia, nell'esprimere l'apprezzamento dell'industria armatoriale per l'iniziativa, ha sottolineato l'esigenza di azioni concrete, che mettano in evidenza le trasformazioni intervenute negli ultimi anni nelle professioni marittime, tracciando un quadro chiaro e trasparente delle opportunità di occupazione e carriera che oggi sono schiuse proprio dallo sviluppo del cluster marittimo. Inoltre Coccia ha ribadito «la necessità di un salto di qualità anche nella formazione per le professioni marittime di terra, attraverso nuove modalità formative ad alta specializzazione, dato che la carenza di figure professionali qualificate nelle aziende marittime, nei porti, nei terminal, ma anche in tutta la filiera logistica è diventato ormai un problema ineludibile».


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