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12 aprile 2006

Domani a Roma sarà istituito il Comitato Nazionale per il Welfare dei Marittimi in Italia

Avrà l'obiettivo di porre al centro dell'attenzione la gente di mare e di riconoscere l'associazionismo come parte integrale delle strutture portuali ai fini dell'accoglienza e dell'assistenza ai marittimi

Domani a Roma, presso il Dipartimento per la navigazione e il trasporto marittimo e aereo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sarà istituito il Comitato Nazionale per il Welfare dei Marittimi in Italia.

Alla cerimonia parteciperanno il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Tassone, l'ammiraglio Raimondo Pollastrini del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, il capo del Dipartimento per la navigazione e il trasporto marittimo e aereo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Silvio Di Virgilio, e i presidenti delle istituzioni marittime che aderiscono all'iniziativa: Nicola Coccia della Confitarma, Giuseppe Ravera della Fedarlinea, Giuseppe Masucci della Federagenti ed il capitano Remo Di Fiore, segretario generale in Italia per il sindacato marittimo internazionale ITF.

Il nuovo Comitato avrà l'obiettivo di porre al centro dell'attenzione la gente di mare e di riconoscere l'associazionismo come parte integrale delle strutture portuali ai fini dell'accoglienza e dell'assistenza ai marittimi in transito. Inoltre l'organismo avrà il compito di fungere da "collettore" delle istanze provenienti dai porti, dovrà promuovere la costituzione di comitati locali per il welfare nei porti e dovrà promuovere la ratifica della convenzione ILO 163 o successive sui marittimi mai prese in considerazione in Italia.

Alla costituzione del Comitato si è arrivati dopo un'opera di sensibilizzazione cominciata tre anni fa su iniziativa di don Giacomo Martino, direttore nazionale dell'Apostolato del Mare della Fondazione Migrantes, con un tour che ha toccato 25 città portuali italiane. «Era il Tour S.O.S. - ha ricordato il sacerdote - per richiamare l'attenzione sul marittimo, spesso fantasma, invisibile dietro alle lamiere delle belle navi che si vedono da lontano». «Nelle singole capitanerie di porto e nel Comando Generale - ha spiegato don Martino - abbiamo trovato la struttura e le persone naturalmente sensibili a questo problema ed immediatamente disponibili ad un vero supporto concreto. Con loro, gli armatori italiani, il ministero, gli agenti marittimi e i sindacati internazionali abbiamo subito parlato lo stesso linguaggio. I problemi delle infrastrutture portuali o navali non possono prescindere dalle istanze, prime, dei lavoratori del mare». «A questo proposito - ha sottolineato il sacerdote - sono rimasto quantomeno meravigliato dell'assenza inspiegabile della Assoporti, l'associazione nazionale delle Autorità Portuali italiane. Questo soggetto è quantomeno essenziale ed immotivatamente assente nella costituzione di un Comitato di Welfare Marittimo. Ritengo e mi auguro che il ritardo non sia segno di una mancata volontà e sensibilità verso la gente di mare, ma semplicemente un problema logistico che possa essere presto risolto per giungere celermente ad avere anche questo fondamentale soggetto al nostro fianco».


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