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17 maggio 2006

Certificazione ambientale ai porti liguri di Genova, La Spezia e Savona

È stata consegnata oggi dai vertici del RINA

«Se i porti vogliono crescere - sostiene il presidente dell'Autorità Portuale di Savona, Cristoforo Canavese - devono essere delle case di vetro». La trasparenza dei porti passa anche attraverso la qualità ed efficacia delle misure di protezione dell'ambiente che vengono adottate dalle Autorità Portuali la cui validità, nel caso delle port authority di Genova, La Spezia e Savona, è stata riconosciuta attraverso la certificazione ambientale ISO 14001 che i tre enti portuali liguri hanno avuto in consegna oggi dai vertici del RINA. Il progetto della certificazione di tre porti liguri è stato realizzato grazie al contributo di 100mila euro concesso dalla Regione Liguria.

Il tema del rapporto tra gli scali marittimi, le città e l'ambiente è molto complesso, ma è bene sintetizzato da una frase pronunciata stamani dal presidente dell'Autorità Portuale della Spezia, Cirillo Orlandi, nel corso della cerimonia di consegna dei certificati alle tre Autorità Portuali svoltasi presso la sede dell'ente regionale ligure: «non si possono consentire sopraffazioni del porto sulla città - ha rilevato - ma neanche viceversa». Infatti i porti sono la linfa vitale dell'economia di molte città costiere italiane e dell'intera nazione.

I contrasti tra città e porto non hanno mai prodotto risultati positivi, anzi - ha osservato l'assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Merlo - «hanno favorito la paralisi».

Il tema del rapporto città-porto è complesso ed è difficile trovare un equilibrio tra le esigenze di sviluppo del porto e di vivibilità della città. Anche la storia recente del porto di Genova pone interrogativi a cui è difficile dare una risposta. Le infrastrutture portuali danno lavoro. Sino a che limite è lecito ampliarle? A Genova - ha rilevato il presidente dell'Autorità Portuale genovese, Giovanni Novi - «abbiamo fatto una piattaforma a Voltri senza interpellare la città». Una piattaforma che - aggiungiamo noi - ha consentito alla portualità genovese di recuperare competitività sul mercato internazionale, ma che è stata imposta senza contropartite per i cittadini. Lo scenario portuale allora, a Genova e in altri porti, era desolante. «La portualità moriva nel silenzio alla fine degli anni '80», ha ricordato Cirillo Orlandi, che ha a lungo guidato il Voltri Terminal Europa sorto sulla piattaforma genovese. Tuttavia - ha aggiunto - «quello di oggi è il modo corretto di parlare di porto».

L'ente regionale ha sottolineato come la Liguria sia diventata la prima regione italiana ad aver certificato un sistema portuale di simili dimensioni ed importanza. «Non ci sono molte realtà di questo tipo a livello internazionale», ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Franco Zunino.

Un obiettivo, quello della certificazione ambientale che - ha spiegato il direttore della Divisione Certificazione e Industria del RINA, Domenico Andreis - dovrà essere esteso ai terminalisti, agli operatori portuali. Con tale finalità la Regione metterà prossimamente a disposizione 150mila euro con un bando a cui - ha precisato l'ente - potranno concorrere in via prioritaria terminalisti, gestori di depositi costieri e imprese della cantieristica. Il finanziamento è finalizzato all'ottenimento della certificazione ISO 14001 o della registrazione europea secondo il regolamento EMAS.

Bruno Bellio


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