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2 settembre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18.58 GMT+2



16 novembre 2006

Positive le prospettive del traffico merci su rotaia in Europa orientale

Secondo Hupac, grazie alla globalizzazione e ai nuovi assetti geopolitici nasceranno nuovi flussi di merci. Tuttavia la quota delle ferrovie diminuisce a vantaggio della strada

Anche in Europa orientale, dall'apertura dei mercati nel corso degli anni Novanta, in Polonia, ma anche in Ungheria e in altri paesi dell'area, il modal split nel traffico merci si è spostato dal predominio della ferrovia a quello della strada. Lo ha rilevato Alberto Grisone, business manager project development & strategy di Hupac Intermodal, nel corso del suo intervento al "Forum del trasporto ferroviario e della logistica", organizzato dalle ferrovie polacche PKP, che si concluderà domani a Cracovia.

La quota delle ferrovie - ha osservato Grisone - diminuisce, a vantaggio della strada. I motivi sono i vantaggi offerti dal sistema strada, quali rapidità e flessibilità, ma anche la conversione delle strutture produttive, che passano dai beni di massa ai prodotti commerciali di elevato valore. L'atteso aumento dei traffici pone tuttavia enormi sfide alle infrastrutture. Negli ultimi anni gli investimenti sono andati soprattutto a beneficio della strada. La struttura ferroviaria, in passato ottima, è stata trascurata, tanto che oggi presenta problemi di carattere quantitativo e qualitativo. Un caso a sé - ha rilevato il manager della Hupac - è quello della Russia, la cui infrastruttura di trasporto privilegia da sempre la rotaia, a causa delle lunghe distanze. Malgrado l'aumento della motorizzazione, qui il traffico su rotaia è in costante crescita.

Secondo Hupac, comunque, sono positive le prospettive del traffico merci su rotaia in Europa orientale. Grazie alla globalizzazione e ai nuovi assetti geopolitici - ha sottolineato Grisone - nasceranno nuovi flussi di merci. Per alcuni paesi, quali la Polonia e l'Ungheria, il traffico in transito lungo l'asse est-ovest e nord-sud, rappresenta un potenziale enorme. La premessa - ha tuttavia rilevato - è che l'infrastruttura di trasporto non venga adeguata solo alle esigenze del trasporto interno o per i movimenti di importazione/esportazione, ma che consideri anche il traffico di transito, ad esempio tra Russia e Germania o i porti occidentali, oppure dal Baltico verso l'Austria e l'Italia. Altri fattori che contribuiscono al successo della crescita del traffico combinato sono sufficienti infrastrutture terminalistiche, la semplificazione dei processi amministrativi (dogane, lettere di vettura, documenti ferroviari) e l'abbattimento di interfacce onerose dal punto di vista del tempo e delle risorse a livello di produzione ferroviaria.


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