
|

|
|
17 settembre 2007
|
|
- International
Propeller Clubs adriatici: dare ai presidenti delle Autorità
Portuali potere di coordinamento nei confronti delle altre pubbliche
amministrazioni
-
- Sollecitata
l'adozione dei regolamenti di attuazione per rendere operativo il
disposto previsto dall'articolo 8 comma 3 lettera f della
legge 84/94
-
- Nel corso della
convention sull'economia del mare svoltasi venerdì
scorso a Trieste, organizzata dall'ACBGroup, gli International
Propeller Clubs della costa adriatica, rispondendo all'invito del
vice ministro ai Trasporti, Cesare De Piccoli, che nel suo
intervento ha espressamente richiesto il contributo di tutti per
sviluppare e rendere così più competitivo il “cluster”
marittimo nazionale, hanno consegnato al rappresentante del governo
un promemoria nel quale si ribadisce la massima disponibilità
dei Clubs nel contribuire, attraverso le federazioni di categoria,
al dibattito parlamentare in corso sul riordinamento della legge
84/94 nell'individuazione dei punti critici del nostro sistema
trasportistico.
-
- «In particolare
- ha spiegato il presidente dell'International Propeller Club
Port of Venice, Massimo Bernardo - abbiamo ricordato all'onorevole
De Piccoli come sia necessario rilanciare il sistema logistico
italiano con interventi strutturali (soft) ed infrastrutturali
(hard). Gli interventi strutturali riguardano l'adeguamento
normativo alle migliori prassi europee per evitare che norme vecchie
e inadeguate carichino di costi la filiera dei trasporti e,
parallelamente, sensibilizzare il Consiglio dei ministri perché
adotti i regolamenti di attuazione per rendere operativo il disposto
previsto dall'articolo 8 comma 3 lettera f della legge 84/94:
si tratta del potere di coordinamento svolto dal presidente
dell'Autorità Portuale nei confronti delle altre
pubbliche amministrazioni, sinora troppo timidamente utilizzato
anche perché non ne è stata definita la portata. Il
presidente dell'Autorità Portuale, come espressione
diretta del ministro dei Trasporti, deve poter coordinare l'assetto
organizzativo del porto non solo limitatamente alle operazioni in
capo ai soggetti privati in regime autorizzatorio o concessorio, ma
anche in relazione all'attività degli altri uffici
pubblici, che possono creare disfunzioni nel sistema».
-
- Sul fronte della
sicurezza, problema che dopo l'11 settembre 2001 è
divenuto di vitale importanza e che ha imposto di incrementare il
livello della security portuale, si è fatto presente come gli
Stati, da soli, non riescono a garantire un controllo efficace
atteso l'enorme flusso di merci movimentate e richiedono
pertanto interventi significativi nell'infrastrutturare la
sicurezza dei porti ai privati, anche sulla base delle nuove
direttive comunitarie. In questo contesto la richiesta degli
imprenditori è la defiscalizzazione delle spese sostenute nel
settore della security.
|
|
- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
|