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11 dicembre 2007
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- Le associazioni dell'autotrasporto abbandonano il tavolo di
confronto con il governo e proseguono lo sciopero
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- La Commissione di garanzia sugli scioperi chiede la
precettazione
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- Le associazioni dell'autotrasporto che hanno indetto lo sciopero
in atto da ieri hanno abbandonato oggi il tavolo di confronto con il
governo dopo aver preso atto a Palazzo Chigi delle comunicazioni del
ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ed hanno confermato la
prosecuzione del fermo dei servizi fino a venerdì prossimo.
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- «È incredibile, incomprensibile e irresponsabile -
ha detto il presidente di Cna Fita, Franco Coppelli, all'uscita
dall'incontro con il ministro - che un governo, di fronte alla
protesta compatta di migliaia di lavoratori pronti a stare sulle
strade per giorni, pensi di poter rispondere con precettazioni e
provvedimenti di forza. In qualsiasi paese civile una manifestazione
di questo tipo dovrebbe subito spingere la politica a verificare le
reali cause del malessere e quindi aprire un serio tavolo di
confronto». «Purtroppo - ha aggiunto - trova conferma la
scelta (o la non scelta) di non affrontare le problematiche del
settore e di favorire anche sulle strade i poteri forti, quelli
della committenza industriale. Il governo, attraverso il suo
ministro dei Trasporti, si sta assumendo responsabilità
pesantissime nei confronti del Paese, spingendo l’autotrasporto,
risorsa centrale ed eccezionale per il sistema paese, in un
pericolosissimo vicolo cieco».
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- Intanto il presidente della Commissione di garanzia
dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici
essenziali ha chiesto la precettazione «nei confronti degli
autotrasportatori che, in occasione dell’astensione
collettiva, non assicurano le forniture indispensabili violando
altresì - si legge nel comunicato - l’obbligo di non
predisporre blocchi stradali».
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