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7 luglio 2008
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- Nove indagati nell'inchiesta della magistratura sul porto di
Genova
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- Il presidente della Port Authority ha incontrato i
parlamentari liguri
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- Per far uscire il porto di Genova dalla situazione di emergenza
determinata dalle vicende giudiziarie e operative che hanno
rallentato l'attività dello scalo è inutile attendere
«una soluzione salvifica che arrivi dall'alto». Il
presidente dell'Autorità Portuale, Luigi Merlo, è
convinto che «ci siano le condizioni perché il mercato
consenta a tutti di crescere» e pertanto «mai come oggi
- ha sottolineato - credo sia necessaria la disponibilità a
confrontarsi, a dialogare, a costruire».
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- Risolte le difficoltà generate dai disservizi
verificatisi nei mesi scorsi al Voltri Terminal Europa (VTE), che
hanno causato un consistente taglio al traffico dei container, ora
il porto - ha spiegato Merlo - è in buona crescita.
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- Permane però, anzi si è aggravata la situazione di
caos innescata dalle vicende giudiziarie. L'indagine della
magistratura sul porto, incentrata sulla spartizione del terminal
Multipurpose e sulle vicende correlate, in particolare le maggiori
spese per oltre 1,7 milioni di euro riconosciute dal Comitato
Portuale alla Compagnia Unica per aver gestito in via provvisoria il
terminal in attesa della sua consegna ai terminalisti e l'accusa di
concussione ai danni della compagnia armatoriale Ignazio Messina, ha
avuto oggi un ulteriore sviluppo. La Procura ha notificato a nove
indagati, per i quali si appresterebbe a chiedere il rinvio a
giudizio, l'avviso di conclusione dell'indagine. Si tratta dell'ex
presidente dell'Autorità Portuale, Giovanni Novi, dell'ex
segretario generale dell'ente, Alessandro Carena, di Filippo
Schiaffino, dirigente dell'ente portuale e presidente di Stazioni
Marittime Spa, dell'avvocato Sergio Maria Carbone, ex consulente
dell'Autorità Portuale, dell'avvocato generale dello Stato,
Giuseppe Novaresi, del console e vice console della Compagnia Unica,
Paride Batini e Walter Marchelli, del presidente del gruppo
trasportistico Spinelli, Aldo Spinelli, e del presidente della
società armatoriale Grimaldi Holding, Aldo Grimaldi.
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- Ribadendo di non voler entrare nel merito dei casi giudiziari,
Merlo non ha voluto commentare tali novità. Ha invece
illustrato alla stampa gli esiti di un incontro avuto stamane con i
parlamentari liguri, ai quali ha evidenziato la necessità di
assumere alcune misure affinché l'Autorità Portuale
possa affrontare l'emergenza. Innanzitutto, sul fronte
dell'organizzazione interna, Merlo ha precisato che l'ente avrebbe
bisogno di poter rafforzare le procedure di esodo incentivato al
prepensionamento e nel contempo di poter effettuare qualche
assunzione in deroga all'attuale pianta organica.
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- Inoltre Merlo ha confermato l'intenzione di incentrare
l'attività della Port Authority sulla missione prioritaria
dell'ente, di farlo quindi uscire dalle società partecipate,
e di mantenere piuttosto un ramo operativo, «una sorta di
“multiutility”», per il quale - ha però
aggiunto - è necessaria una specifica verifica delle
normative vigenti.
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- Ai parlamentari liguri Merlo ha evidenziato anche la necessità
che siano riconosciuti i 70 milioni di euro di fondi ministeriali
per la logistica portuale previsti dall'accordo di programma per la
riconversione delle aree di Cornigliano. L'accordo - ha rilevato -
prevede che tutte le clausole siano rispettate.
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- Merlo ha detto che i parlamentari hanno manifestato grande
disponibilità nei confronti di questi temi e che hanno
avanzato la proposta di costituire un gruppo di lavoro ristretto per
affrontarli.
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