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10 gennaio 2009 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05.25 GMT+1



11 settembre 2008

Il Comitato Portuale di Genova ha approvato una nuova soluzione transitoria per il Terminal Grendi

Occuperà parte degli spazi dei due terminal adiacenti (Rebora e Rinfuse)

L'Autorità Portuale di Genova ha trovato una soluzione, che è stata approvata stamani dal Comitato Portuale, per consentire la permanenza del gruppo Grendi nel porto genovese, ancorché su base temporanea. Tuttavia Palazzo San Giorgio non può più essere il “pronto soccorso” dello scalo. Lo ha ribadito il presidente dell'ente portuale, Luigi Merlo, a conclusione della riunione del Comitato: «dobbiamo - ha detto - esaurire la fase delle emergenze e arrivare alla normale amministrazione».

Per raggiungere tale obiettivo sarà probabilmente necessario districare una volta per tutte la vicenda del terminal Multipurpose, la cui ultima configurazione approvata quattro anni fa dal Comitato Portuale guidato allora da Giovanni Novi è stata stracciata dalla recenti vicende giudiziarie (inforMARE del 14 luglio 2004, 20 e 30 giugno 2008). Su questa e su altre criticità del porto Merlo vorrebbe una partecipazione più collaborativa da parte delle imprese: «la spinta - ha spiegato - dovrebbe partire dagli operatori, cioè l'esatto contrario di quello che è accaduto con il Multipurpose». Mai più quindi - si propone Merlo - soluzioni calate dall'alto (come il Multipurpose voluto dall'amministrazione Novi), ma procedure chiare e trasparenti. Per questo il nuovo presidente dell'Autorità Portuale continua a ritenere che sarebbe auspicabile sciogliere il nodo Multipurpose facendo tabula rasa e ripartendo da zero con una gara. Ammesso che tale soluzione sia praticabile. Negativo è stato, ad esempio, il risultato della gara indetta due mesi fa dall'Autorità Portuale per la concessione dell'area di Ponte Libia Ponente, che è inclusa nel comprensorio del Multipurpose e sulla quale si era insediata la Tirrenia a seguito della spartizione del terminal decisa quattro anni fa. Il mese scorso il Tribunale amministrativo regionale ha infatti annullato la gara accogliendo il ricorso presentato dalla Tirrenia, che era stata colpita dal sequestro penale dell'area terminalistica per presunta occupazione abusiva di demanio pubblico.

Intanto l'Autorità Portuale è stata costretta a continuare la sua azione di “pronto soccorso”. Lo scorso giugno era stata fissata per lunedì prossimo la scadenza della concessione provvisoria sull'area di Calata Ignazio Inglese gestita dal gruppo Grendi in subconcessione dalle Industrie Rebora del gruppo Spinelli. La soluzione ratificata oggi dal Comitato Portuale prevede che Grendi occupi parte degli spazi dei due terminal adiacenti, cioè del Terminal Rebora e del Terminal Rinfuse, al massimo - ha sottolineato Merlo - fino al prossimo 31 dicembre. La soluzione stabilisce la sospensione parziale di concessione a carico dei terminal Rebora e Rinfuse su un'area di circa 18.000 metri quadri che accoglierà l'attività di Grendi.

Si tratta quindi una nuova soluzione temporanea, ma - ha precisato il presidente dell'authority - «ha un valore altamente simbolico perché c'è la collaborazione tra vari soggetti portuali». Il raggiungimento di un accordo era auspicato anche dagli operatori sardi, desiderosi di non perdere i traffici che Grendi effettua con l'isola, come ha confermato il presidente dell'Autorità Portuale di Cagliari, Paolo Fadda, nel corso di una telefonata al collega dell'authority genovese. Tuttavia Merlo ha specificato che «per Grendi si tratta del secondo appello e che non ce ne possono essere altri»; poi - ha aggiunto - «bisognerà ricorrere all'evidenza pubblica» e Grendi «dovrà autopromuovere la sua situazione».

Merlo spera che le situazioni di emergenza si esauriscano entro la fine dell'anno e che si potrà voltare pagina. Il presidente confida in particolare nel nuovo clima che gli è sembrato di percepire sulle banchine: «ho riscontrato - ha spiegato - la volontà di superare i problemi del passato da parte di tutti i soggetti». Con l'obiettivo di concretizzare tali intenzioni e di pianificare il futuro Merlo ha deciso di programmare un «seminario di ricostituzione della comunità portuale» che si terrà entro l'anno, probabilmente a novembre.

Quasi però a voler sottolineare di non essere intenzionato ad abbassare la guardia, Merlo ha concluso confermando che verrà effettuata come previsto la verifica dei piani d'impresa dei terminalisti. Sarà - ha precisato il segretario generale dell'ente portuale Giambattista D'Aste - «un momento di verifica positivo per tutti».

B.B.

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