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11 settembre 2008
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- Il Comitato Portuale di Genova ha approvato una nuova
soluzione transitoria per il Terminal Grendi
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- Occuperà parte degli spazi dei due terminal adiacenti
(Rebora e Rinfuse)
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- L'Autorità Portuale di Genova ha trovato una soluzione,
che è stata approvata stamani dal Comitato Portuale, per
consentire la permanenza del gruppo Grendi nel porto genovese,
ancorché su base temporanea. Tuttavia Palazzo San Giorgio non
può più essere il “pronto soccorso” dello
scalo. Lo ha ribadito il presidente dell'ente portuale, Luigi Merlo,
a conclusione della riunione del Comitato: «dobbiamo - ha
detto - esaurire la fase delle emergenze e arrivare alla normale
amministrazione».
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- Per raggiungere tale obiettivo sarà probabilmente
necessario districare una volta per tutte la vicenda del terminal
Multipurpose, la cui ultima configurazione approvata quattro anni fa
dal Comitato Portuale guidato allora da Giovanni Novi è stata
stracciata dalla recenti vicende giudiziarie (inforMARE
del 14 luglio 2004,
20 e
30 giugno 2008). Su
questa e su altre criticità del porto Merlo vorrebbe una
partecipazione più collaborativa da parte delle imprese: «la
spinta - ha spiegato - dovrebbe partire dagli operatori, cioè
l'esatto contrario di quello che è accaduto con il
Multipurpose». Mai più quindi - si propone Merlo -
soluzioni calate dall'alto (come il Multipurpose voluto
dall'amministrazione Novi), ma procedure chiare e trasparenti. Per
questo il nuovo presidente dell'Autorità Portuale continua a
ritenere che sarebbe auspicabile sciogliere il nodo Multipurpose
facendo tabula rasa e ripartendo da zero con una gara. Ammesso che
tale soluzione sia praticabile. Negativo è stato, ad esempio,
il risultato della gara indetta due mesi fa dall'Autorità
Portuale per la concessione dell'area di Ponte Libia Ponente, che è
inclusa nel comprensorio del Multipurpose e sulla quale si era
insediata la Tirrenia a seguito della spartizione del terminal
decisa quattro anni fa. Il mese scorso il Tribunale amministrativo
regionale ha infatti annullato la gara accogliendo il ricorso
presentato dalla Tirrenia, che era stata colpita dal sequestro
penale dell'area terminalistica per presunta occupazione abusiva di
demanio pubblico.
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- Intanto l'Autorità Portuale è stata costretta a
continuare la sua azione di “pronto soccorso”. Lo scorso
giugno era stata fissata per lunedì prossimo la scadenza
della concessione provvisoria sull'area di Calata Ignazio Inglese
gestita dal gruppo Grendi in subconcessione dalle Industrie Rebora
del gruppo Spinelli. La soluzione ratificata oggi dal Comitato
Portuale prevede che Grendi occupi parte degli spazi dei due
terminal adiacenti, cioè del Terminal Rebora e del Terminal
Rinfuse, al massimo - ha sottolineato Merlo - fino al prossimo 31
dicembre. La soluzione stabilisce la sospensione parziale di
concessione a carico dei terminal Rebora e Rinfuse su un'area di
circa 18.000 metri quadri che accoglierà l'attività di
Grendi.
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- Si tratta quindi una nuova soluzione temporanea, ma - ha
precisato il presidente dell'authority - «ha un valore
altamente simbolico perché c'è la collaborazione tra
vari soggetti portuali». Il raggiungimento di un accordo era
auspicato anche dagli operatori sardi, desiderosi di non perdere i
traffici che Grendi effettua con l'isola, come ha confermato il
presidente dell'Autorità Portuale di Cagliari, Paolo Fadda,
nel corso di una telefonata al collega dell'authority genovese.
Tuttavia Merlo ha specificato che «per Grendi si tratta del
secondo appello e che non ce ne possono essere altri»; poi -
ha aggiunto - «bisognerà ricorrere all'evidenza
pubblica» e Grendi «dovrà autopromuovere la sua
situazione».
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- Merlo spera che le situazioni di emergenza si esauriscano entro
la fine dell'anno e che si potrà voltare pagina. Il
presidente confida in particolare nel nuovo clima che gli è
sembrato di percepire sulle banchine: «ho riscontrato - ha
spiegato - la volontà di superare i problemi del passato da
parte di tutti i soggetti». Con l'obiettivo di concretizzare
tali intenzioni e di pianificare il futuro Merlo ha deciso di
programmare un «seminario di ricostituzione della comunità
portuale» che si terrà entro l'anno, probabilmente a
novembre.
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- Quasi però a voler sottolineare di non essere
intenzionato ad abbassare la guardia, Merlo ha concluso confermando
che verrà effettuata come previsto la verifica dei piani
d'impresa dei terminalisti. Sarà - ha precisato il segretario
generale dell'ente portuale Giambattista D'Aste - «un momento
di verifica positivo per tutti».
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- B.B.
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