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23 ottobre 2008
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- Proposta di Trasportounito Fiap per il congelamento del
cabotaggio stradale
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- Longo evidenzia la necessità di intervenire nei
confronti dell'UE per frenare un eccesso di libertà che
compromette anche la sicurezza sulle strade. Assosegnaletica chiede
l'avvio di un processo di risanamento della segnaletica
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- «Il cabotaggio stradale, cioè la possibilità
concessa ad un vettore comunitario di effettuare servizi di
autotrasporto aventi origine e destinazione in un Paese membro, con
la sola licenza comunitaria, ha provocato danni non solo sui bilanci
dei vettori italiani, ma anche sul livello complessivo della
sicurezza stradale». Lo ha sottolineato il segretario generale
di Trasportounito Fiap, Maurizio Longo, evidenziando sia la crescita
dell'incidenza dei mezzi pesanti negli incidenti stradali con
conseguenze mortali che l'incremento record della presenza di camion
con targa estera sul territorio nazionale.
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- Secondo le ultime statistiche elaborate da Trasportounito anche
sulla base di rilevazioni della Polizia stradale, i veicoli
industriali esteri risultano essere “coinvolti” nel 16%
degli incidenti gravi in cui sono interessati veicoli pesanti. «Una
crescita impressionante - ha rilevato Longo - se si considera che
nel 2004 questo coinvolgimento era pari al 6%».
Trasportounito, che presenterà sabato prossimo a Genova il
suo gruppo dirigente ad un'assemblea di autotrasportatori alla quale
presenzierà anche il presidente dell'Autorità
Portuale locale, Luigi Merlo, prevista a partire dalle ore 9.30 allo
Starhotel di Genova, sta raccogliendo da settimane i dati a supporto
di una proposta di congelamento del cabotaggio stradale.
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- Trasportounito ha sottolineato come anche il dato più
recente sui controlli, relativo ai controlli svolti dalla Polizia
Stradale nei primi otto mesi del 2008, abbia evidenziato che il 19%
dei Tir con targa extracomunitaria in circolazione sulla rete
italiana era fuori regola con gravi carenze sui mezzi, ma anche
sulla professionalità dei conducenti.
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- Secondo il sindacato, però, il peggio deve ancora venire
e per far fronte al peggio Trasportounito ha deciso di condurre una
vera e propria campagna di sensibilizzazione anche politica. Dal 1°
maggio 2009 - ha ricordato l'organizzazione dell'autotrasporto - le
imprese di autotrasporto di altri sette Paesi dell'UE allargata
(Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Estonia, Lettonia, Lituania,
Polonia e Ungheria) potranno liberamente circolare sul nostro
territorio. A questi Paesi si aggiungeranno dal 1° gennaio 2010
anche la Romania e la Bulgaria. «In tale contesto - ha
osservato Longo - l'Unione Europea non è riuscita ad
imprimere un sistema regolatorio capace di consentire una leale
concorrenza: le norme di salvaguardia non sono mai state
perfezionate, il periodo di permanenza di un Tir in altro Stato non
garantisce uniformità; non esiste armonizzazione sui costi di
produzione dei servizi, sulla fiscalità e sulle regole
interne a ciascun Paese. Per altro proprio questa assenza di norme
uniformi è destinata anche a vanificare gli effetti del
recente intervento del governo italiano sulle tariffe minime e sulla
regolazione del mercato».
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- «Considerata altresì l'assenza di una strategia dei
controlli nel nostro Paese - ha concluso Longo - è evidente
la necessità di intervenire nei confronti dell'Unione Europea
per frenare l'eccesso di libertà per il cabotaggio stradale
che è destinata a sacrificare, non solo le imprese italiane
di autotrasporto, ma anche la sicurezza sulle nostre strade».
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- Intanto Assosegnaletica, l'associazione dei produttori di
segnali stradali aderente ad ANIMA (Confindustria), ha chiesto
l'adozione immediata di azioni concrete per rendere le strade più
sicure avviando subito un processo di risanamento della segnaletica.
L'appello sarà rilanciato il prossimo 4 novembre in occasione
di una tavola rotonda in programma alla Camera dei Deputati, presso
la Sala delle Colonne di Palazzo Marini.
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- L'associazione ha sottolineato come lo stato della segnaletica
abbia raggiunto livelli di criticità intollerabili: «in
Italia - ha spiegato Assosegnaletica - il 45% della segnaletica
stradale è obsoleta o non conforme alle norme. Purtroppo non
si fa che parlare di incidentalità e mai di cause e concause
(segnaletica inadeguata)». «Occorre, invece - ha
precisato il presidente dell'associazione, Paolo Cattorini -
considerare il segnale come elemento indispensabile per la sicurezza
stradale focalizzando l'attenzione su proposte di soluzioni».
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- Fondamentale per Assosegnaletica è riprodurre le best
practices europee in Italia, l'elaborazione di un codice della
strada con un sistema sanzionatorio efficace e l'inserimento in
Finanziaria di risorse per le strade ad alto rischio. L'associazione
indica anche altre priorità: destinare una quota delle multe
alla sostituzione dei cartelli, predisporre una segnaletica ad hoc
per l'utenza debole e rimuovere quella obsoleta e superflua.
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