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3 novembre 2008
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- ANITA chiede una verifica sulla Commissione UE in merito al
divieto austriaco di transito merci attraverso il Tirolo
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- Bruxelles - sottolinea l'associazione - non ha preso
alcun provvedimento contro il governo di Vienna
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- L'italiana ANITA (Associazione Nazionale Imprese Trasporti
Automobilistici), con una lettera al Mediatore europeo, ha richiesto
una verifica sull'operato della Commissione Europea «per
valutare - ha spiegato oggi l'associazione - l'eventuale cattiva
amministrazione nel gestire il divieto austriaco di transito merci
attraverso il Tirolo, visti i ritardi ingiustificati e il sospetto
abuso di potere».
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- ANITA ha sottolineato che, nonostante le continue sollecitazioni
dell'associazione e della stessa Confindustria, «la
Commissione Europea, dopo il parere motivato del 6 maggio scorso,
non ha preso alcun provvedimento contro il governo austriaco
lasciando trascorrere cinque mesi con danni conseguenti
sull'economia italiana». «Il divieto, entrato in vigore
lo scorso 2 maggio, nonostante una procedura di infrazione della
Commissione UE - ha ricordato l'associazione - sarà esteso ad
altre categorie merceologiche a partire dal 1° gennaio 2009. Il
divieto, che attualmente colpisce il 22,2% del traffico totale del
Brennero, da quella data coinvolgerà un ulteriore 14,4% con
conseguenze disastrose per l'Italia che, per raggiungere i mercati
del Centro Europa, deve attraversare obbligatoriamente le Alpi».
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- «L'iniziativa austriaca - ha concluso ANITA - viola una
dei principi fondamentali dell'Unione Europea: la libera
circolazione delle merci. Il divieto di traffico, stabilito per
determinate merceologie senza alcuna differenziazione tra categorie
di veicoli in base al loro livello di inquinamento, non presenta
alcuna motivazione d'ordine ambientale sia per quanto concerne le
emissioni gassose sia quelle sonore».
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