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4 novembre 2008
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- Entro fine anno il 25% delle imprese italiane di
autotrasporto sarà a rischio chiusura
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- TrasportoUnito chiede al governo un piano straordinario che
preveda tra l'altro il congelamento degli oneri sociali e
contributivi per un semestre e il possibile ricorso agli
ammortizzatori sociali
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- Sulla scia di una rilevazione sull'autotrasporto italiano,
TrasportoUnito ha lanciato un nuovo allarme sul grave stato in cui
versa il settore. Secondo i dati in possesso dell'organizzazione,
entro fine 2008 il 25% delle imprese italiane di autotrasporto sarà
a rischio chiusura, con una situazione finanziaria fallimentare.
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- «Ad accelerare un processo di declino ormai fuori
controllo - ha sottolineato TrasportoUnito - è il crollo in
atto nella domanda dei servizi di autotrasporto; si è
innescato quindi un effetto domino letale per un settore già
fortemente provato da un cronico indebitamento generato dall'aumento
dei costi non riconosciuti dalla committenza. Lo stato di
insolvenza, che costituisce il presupposto per la dichiarazione di
fallimento, è giunto ai massimi storici».
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- «TrasportoUnito - ha detto il segretario generale
dell'organizzazione, Maurizio Longo - ha deciso di chiedere al
governo la messa a punto di un piano straordinario anticrisi che
preveda anzitutto il riconoscimento dello stato di crisi e quindi il
congelamento degli oneri sociali e contributivi per un semestre,
senza escludere il ricorso agli ammortizzatori sociali; la
restrizione immediata del cabotaggio stradale; l’accelerazione
degli incentivi all'aggregazione; disincentivi per i veicoli
immatricolati in conto proprio; il pagamento tassativo a 30 giorni e
un divieto nei confronti delle agenzie di intermediazione che
operano in assenza di strutture, organizzazione e capacità
finanziarie».
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