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21 luglio 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:07 GMT+2



8 maggio 2009

La stretta del credito non può essere un alibi per congelare investimenti e sviluppo

Lo ha detto il presidente degli agenti marittimi del Veneto partecipando ad un convegno a Venezia

Oggi al Venezia Terminal Passeggeri (VTP) del porto di Venezia si è tenuto un convegno sul tema “Il contenzioso marittimo tra volatilità dei mercati e stretta del credito: il punto di vista di fornitori, ricevitori ed assicuratori”. Obiettivo dell'incontro, moderato dall'avvocato Giorgio Berlingeri del Foro di Genova e presidente dell'Associazione Italiana di Diritto Marittimo (AIDIM) e introdotto dal presidente dell'Autorità Portuale di Venezia, Paolo Costa, è stata un'analisi della stretta creditizia e dei suoi riflessi sul mondo del trasporto.

«Se da questo importante seminario - ha detto il neopresidente dell'Associazione Agenti e Mediatori Marittimi del Veneto, Mario Manni - da una parte vuole stigmatizzare il malessere di fornitori, ricevitori, assicuratori, conseguente la grave crisi economica internazionale, dall'altra potrebbe risultare un primo passo utile a chiarire quali potrebbero essere i comportamenti del dopo-crisi portandoci immediatamente a dover considerare nuove strategie».

«Bisogna dunque - ha osservato Manni - guardare al dopo-crisi in quanto noi tutti ci rendiamo conto che il sistema del trasporto è una lunga catena che, nel caso se ne spezzasse un anello come è avvenuto per il credito alle imprese, tutto il comparto viene compromesso. Da parte nostra, cioè quella degli agenti marittimi, stiamo attentamente monitorando la dinamica del mercato dei noli, ben sapendo che ad emergere da questa crisi saranno le compagnie armatoriali che offrono servizi qualificati dando le massime garanzie a caricatori e ricevitori, facendo delle loro rotte percorsi complessivamente sicuri per la merce e per tutte le categorie che su di esse gravitano».

In merito all'attuale stato di virulenza della crisi, Manni ha rilevato che, se sono in vista i primi timidi segnali di ripresa per un traffico marittimo che aveva visto di recente il blocco di centinaia di navi in attesa di nolo e, di conseguenza, la massima capacità di stiva disponibile che aveva comportato il depauperamento dei noli, questa situazione potrebbe rivelarsi un “fuoco di paglia” legato alla stagionalità dei traffici e cioè per quanto riguarda i “ferries” con la presenza dei turisti e per le full container con l'arrivo della stagione estiva e l'aumento dei consumi, mentre indugia la ripresa del traffico industriale per la caduta dei consumi energetici e della produzione di beni.

Manni ha sottolineato che «uno dei principali attori al centro del rilancio dell'economia del trasporto resta il porto e l'Autorità ad esso preposta, cui spetta il compito di coordinare investimenti, programmazione, promozione, controllo, pianificazione e sviluppo. La generalizzata stretta del credito - ha aggiunto - non può dunque rimanere lo sterile alibi di chi non vuole in alcun modo assumersi, come noi invece facciamo, il rischio di impresa».

«È il sistema finanziario - ha concluso il presidente degli agenti marittimi - che deve dare impulso all'economia con investimenti e controlli mirati per sostenere chi, contro la volatilità dei mercati, ha posto attraverso le proprie aziende evidenti paletti solidi per far crescere l'economia».

Evergreen Line
Vincenzo Miele

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