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8 giugno 2009
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- Rinnovato il consiglio di amministrazione della Bari Porto
Mediterraneo
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- L'esito della votazione acuisce la polemica tra il vertice di
BPM e l'Autorità Portuale del Levante
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- Nei giorni scorsi l'assemblea dei soci della Bari Porto
Mediterraneo (BPM) ha rinnovato il consiglio di amministrazione, che
risulta composto da Michele Carofiglio - confermato presidente della
società - e da Michele Carofiglio, Luigi Farace, Antonio
Prisco e Natale Mariella. Successivamente il nuovo consiglio ha
confermato Manlio Guadagnuolo quale amministratore delegato.
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- La nomina del nuovo consiglio, che durerà in carica 5
anni - ha sottolineato BPM in una nota - è avvenuta con voto
favorevole unanime e con il solo voto contrario dell'Autorità
Portuale del Levante.
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- L'esito della votazione acuisce la polemica tra il vertice di
BPM e l'ente portuale pugliese innescata dalla decisione
dell'Autorità Portuale di procedere all'annullamento della
concessione alla Bari Porto Mediterraneo (inforMARE
del 13 e
15 maggio 2009). «Siamo molto
soddisfatti del risultato ottenuto, in base al quale è stato
respinto l'ennesimo attacco del presidente dell'Autorità
Portuale del Levante, signor Francesco Palmiro Mariani», ha
confermato Guadagnuolo. «Questi - ha aggiunto - il giorno
prima dell'assemblea, a mezzo stampa, ha sbandierato alleanze
vincenti rivelatesi poi tutt'altro che tali. Azione singolare e di
dubbia correttezza, di un rappresentante di un ente pubblico che,
con incredibile presunzione, proclama vittorie e fa proseliti sulla
stampa, ancor prima di scendere in campo. Inutile raccontare che il
risultato, diametralmente opposto all'esito preannunciato da
Mariani, ha suscitato nell'opinione pubblica una certa ilarità,
finendo col gettare ulteriore discredito sull'immagine stessa
dell'Autorità Portuale».
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- «È del tutto paradossale il comportamento di
Mariani - ha proseguito Guadagnuolo - giacché portatore di un
gravissimo conflitto d'interessi, in quanto egli, da un lato, ha
perseguito una politica di distruzione della Bari Porto
Mediterraneo, avendone messo in discussione la sua costituzione e
l'affidamento della concessione, attraverso un'azione di autotutela
già deliberata dal Comitato Portuale ed oggetto di
contenzioso davanti alla giustizia amministrativa, ad oggi non
ancora definito; dall'altro, nel contempo, lo stesso Mariani si è
affannato nel vano tentativo di conquistare la guida della Bari
Porto Mediterraneo, proponendo un nuovo corso e, quindi, un nuovo
management societario. Delle due l'una! È questa, invece,
l'ulteriore dimostrazione della precisa volontà di Mariani di
ottenere la gestione totalitaria del porto di Bari, ormai per lui
diventata una chimera».
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