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16 giugno 2009
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- A Trieste la riunione annuale della Società Italiana
di Economia dei Trasporti e della Logistica
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- Musso: nel comparto dei trasporti il governo applichi la
“rivoluzione liberale”
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- Oggi a Trieste si è aperta l'undicesima riunione
scientifica annuale della Società Italiana di Economia dei
Trasporti e della Logistica (SIET), che riunisce tutti i docenti e
ricercatori della materia nelle università italiane, oltre a
molti esperti italiani e stranieri.
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- Nel suo intervento, il presidente della SIET, Enrico Musso, ha
sottolineato che «il mondo dei trasporti, la cui domanda è
una conseguenza della domanda di beni finali, risente in modo
amplificato della crisi, come dimostra l'andamento del mercato dei
noli. Servono dunque - ha aggiunto - dosi assai maggiori di
concorrenza, che al contrario fatica ad affermarsi».
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- Musso, che oltre ad essere presidente della Società e
professore ordinario di Economia dei trasporti all'Università
di Genova è senatore del Pdl e membro della VIII commissione
permanente del Senato, ha precisato che «il trasporto
ferroviario è sempre meno aperto alla concorrenza; la riforma
dell'ordinamento portuale sembra essersi arenata e aver abbandonato
l'obiettivo prioritario dell'autonomia finanziaria dei porti; la
privatizzazione di Tirrenia rallenta, e la riforma del codice della
navigazione giace in parlamento in attesa di esame, mentre la
commissione Trasporti si occupa di auto storiche. Pur avendo operato
bene in molti settori, come l'autotrasporto il rischio è che
il governo non riesca ad affermare nel comparto dei trasporti la
“rivoluzione liberale” che sta alla base del progetto
politico del “Popolo della Libertà”».
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- Nella sua relazione generale Musso ha pertanto esortato il
governo a riprendere la strada delle liberalizzazioni nei mercati
dei servizi di trasporto, di fatto - ha rilevato - bloccatasi da
tempo nel nostro Paese. Manca, inoltre - ha osservato - una politica
dei trasporti urbani, abbandonati a una teorica competenza degli
enti locali, che però non hanno le risorse finanziarie e
spesso nemmeno le competenze tecniche per esercitarla.
- Positivo, infine, il giudizio di Musso sugli sforzi del governo
per riportare la priorità sulla realizzazione delle
infrastrutture di trasporto, destinandovi importanti risorse
finanziarie, rilanciando la legge obiettivo e la finanza di
progetto, e ipotizzando il coinvolgimento della cassa depositi e
prestiti. «Le infrastrutture di trasporto - ha concluso - sono
una delle ricette strutturali e durature per uscire dalla crisi
poiché i sostegni alla competitività del sistema
produttivo sono molto più importanti (oltre che minori
generatori d'inflazione e debito pubblico) dei sostegni alla
produzione attraverso la domanda».
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