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20 luglio 2009
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- Assoporti accusa il governo di voler commissariare i porti di
Genova e Trieste
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- Inoltre l'associazione incolpa l'esecutivo di sottrarre le
poche risorse ancora disponibili per i porti con lo “scippo”
di 50 milioni destinati ad investimenti nei “porti hub”
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- Assoporti, l'associazione delle Autorità Portuali
italiane, accusa il governo di sottrarre ai porti le poche risorse
ancora disponibili. «Mentre da quasi quattro mesi va avanti,
senza risultati, il confronto tra i ministeri dei Trasporti,
dell'Economia e del Lavoro, e le associazioni del cluster
marittimo-portuale sulle proposte, avanzate dalle stesse
associazioni, per assicurare le condizioni che consentano alla
portualità ed agli operatori di far fronte alla crisi senza
dirompenti contraccolpi sociali - sottolinea oggi Assoporti - il
governo sottrae ai porti le ultime, uniche e poche risorse ancora
disponibili».
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- «Dopo aver sostanzialmente azzerato i fondi per la
manutenzione dei porti (sicurezza), per coprire l'onere derivante
dal taglio dell'ICI - spiega Assoporti - un emendamento (della
maggioranza accolto dal governo) al decreto legge n° 78/2009, in
fase di conversione, “scippa” 50 milioni finalizzati ad
investimenti nei “porti hub” (principalmente scali del
Mezzogiorno), per fare fronte ai costi della Tirrenia».
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«Se si aggiunge quest'ultimo grave fatto alle estemporanee
ipotesi (contenute nell'allegato infrastrutture al DPEF) di creare
dei fantomatici “porti corridoio”, dietro cui si
mascherano tentativi di commissariamento di due delle maggiori
realtà portuali italiane, Genova e Trieste - conclude il
presidente dell'associazione, Francesco Nerli - sembra ormai chiaro
che la portualità non costituisce per il governo né
una priorità né una risorsa, ma semplicemente un
“territorio” buono per “stravaganze” d'ogni
genere».
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