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1 ottobre 2009
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- Matteoli: nella nuova legge sui porti ci sarà
l'autonomia finanziaria
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- Avrà un riferimento certo e fisso nell'Iva maturata
nell'ambito delle operazioni portuali
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- Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero
Matteoli, ha assicurato che la nuova legge che subentrerà al
testo legislativo n. 84 del 1994 garantirà l'autonomia
finanziaria ai porti. Intervenendo oggi all'assemblea
dell'Associazione Porti Italiani (Assoporti), Matteoli ha precisato
come proprio la scelta di procrastinare la presentazione del
progetto di legge di riforma abbia risposto all'esigenza di varare
un disegno davvero completo che non può prescindere
dall'autonomia finanziaria. Autonomia - ha spiegato il ministro -
che avrà un riferimento certo e fisso nell'Iva maturata
nell'ambito delle operazioni portuali.
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- Tra i pilastri del nuovo assetto normativo e operativo del
settore - ha aggiunto Matteoli - figurano anche una nuova e più
estesa identificazione del ruolo delle Autorità Portuali e
della loro governance, un nuovo rapporto fra porto e territorio
nonché una stabilizzazione del lavoro portuale.
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- Assoporti ha reso noto che il ministro, facendo riferimento al
tema della interazione fra impianti portuali e territorio e ai
cosiddetti porti corridoio (rispetto ai quali si esclude decisamente
qualsiasi ipotesi di super-commissari), ha preannunciato anche
l'istituzione di una cabina di regia (che sarà presieduta dal
ministro) all'interno della quale ogni sistema portuale potrà
verificare in tempo reale le sue priorità nel rapporto con
Ferrovie, Anas ed enti locali.
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- Da parte sua il presidente di Assoporti, Francesco Nerli, ha
ribadito la necessità di intervenire nel settore portuale
con reali politiche di sistema che consentano di agganciare il Paese
alle grandi direttrici europee. Nerli ha richiesto da subito non
meno di 250-300 milioni per manutenzioni, miglioramenti e
adeguamenti strutturali. Ciò per poi puntare con decisione su
un'autonomia finanziaria che faccia delle Autorità Portuali
il fulcro anche per la nascita di piattaforme multi portuali e
logistiche.
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- Sulle richieste del cluster marittimo-portuale, il ministro
Matteoli ha annunciato che nel primo decreto disponibile verranno
inserite norme ad hoc per un possibile utilizzo, a copertura
triennale, di una quota del fondo infrastrutture. Ciò per
assicurare copertura anche alla fiscalizzazione di cinque punti
degli oneri sociali per le imprese che si impegnano a non
licenziare, per stabilizzare gli sgravi contributivi sul cabotaggio
e riordinare tasse e diritti marittimi.
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- Nel corso del dibattito il presidente della Commissione
Trasporti del Senato, Luigi Grillo, ha anticipato alcuni contenuti
del disegno di legge di riforma, fra cui un rafforzamento nei poteri
del presidente (manager), un conseguente ridimensionamento nei
poteri del Comitato Portuale, l'approdo della legge obiettivo in
porto anche con la norma che bypassa le sospensive del TAR, una
norma specifica sui dragaggi e l'accelerazione dei piani regolatori
portuali che dovranno essere approvati entro un anno. Per quanto
riguarda l'autonomia finanziaria, Grillo ha ipotizzato l'attivazione
di un fondo alimentato dal gettito Iva e di un secondo fondo
costituito con una quota parte degli investimenti in ferrovie e
strade.
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