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5 ottobre 2009

All'industria nautica italiana sarà necessario almeno un triennio per tornare ai livelli pre-crisi

Il 2008 - ha sottolineato Ucina - chiude una lunga fase di crescita

Anche per l'industria nautica italiana, come per la gran parte degli altri comparti imprenditoriali, lo spartiacque della crescita è collocato all'inizio dell'autunno dello scorso anno. Il brusco cambiamento del trend di sviluppo del settore risalta chiaramente dai dati contenuti nella pubblicazione “La Nautica in cifre - edizione 2009” presentata oggi dall'Ucina (Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini) nell'ambito del Salone Nautico in svolgimento presso la Fiera di Genova.

«Il 2008 - ha rilevato Ucina - chiude una lunga fase di crescita che ha visto l'imprenditoria nautica italiana principale motore dell'innovazione e della ricerca nei processi produttivi del comparto, portando il prodotto italiano a livelli di qualità assoluta nel panorama internazionale. Dopo un decennio di inarrestabile crescita per la nautica italiana, la crisi finanziaria mondiale ha repentinamente aperto nuovi scenari economici, ridimensionando di fatto ogni precedente valutazione sulle dinamiche del settore».

Il 2008 - ha spiegato l'associazione, che fa capo a Confindustria - per l'industria nautica è stato «un anno la cui crescita è stata positiva per i primi otto mesi, crescita interamente riassorbita dalla brusca battuta d'arresto dell'ultimo quadrimestre. I dati complessivi del comparto si sono pertanto assestati sugli stessi valori del 2007, con un fatturato globale di circa 6,18 miliardi di euro e un contributo al prodotto interno lordo stabile, intorno ai 5,55 miliardi di euro».

«La tendenza negativa degli ultimi mesi del 2008 - ha aggiunto Ucina - è proseguita nei primi mesi del 2009. Il consuntivo dell'anno 2009 corrente sarà disponibile soltanto in sede di chiusura di bilanci delle aziende di fine anno. È certo però che, per tornare ai numeri del 2007, sarà necessario almeno ancora un triennio».

Per l'anno 2008 il valore della produzione italiana delle sole unità da diporto si è attestato a 3,36 miliardi di euro (+1,2 % rispetto al valore del 2007). Se si considerano anche i comparti delle riparazioni e rimessaggio, degli accessori e della componentistica e il settore dei motori si ha il valore della produzione nautica totale dell'Italia, che per il 2008 è ammontato a 4,98 miliardi di euro, attestandosi sul valore del 2007. Ugualmente lo scorso anno il fatturato nautico complessivo della nautica da diporto (che tiene conto, oltre che della produzione, anche delle importazioni) è stato di 6,18 miliardi di euro (assestato, quindi, sugli stessi valori del 2007). Il contributo della nautica al Pil nazionale, che - ha precisato Ucina - è stato calcolato utilizzando le matrici input-output - risulta per il 2008 pari a 5,55 miliardi di euro (+0,2%).

L'industria nautica italiana si conferma buona esportatrice di imbarcazioni per la nautica da diporto, vendendo all'estero il 55% del valore della produzione, di cui poco più della metà verso i paesi UE. In particolare è evidente il miglioramento del saldo della bilancia commerciale italiana che vede un valore di 1,36 miliardi di euro come differenza tra esportazioni ed importazioni (+16,5 % sul 2007).

Per quanto riguarda il livello occupazionale degli addetti del settore della nautica da diporto, l'indagine svolta da Ucina per il 2008 ha censito per le aziende della nautica sia gli addetti diretti sia gli indiretti che lavorano in maniera prevalente per una azienda, stimando in circa 35.110 unità l'occupazione diretta della industria nautica. Ammontano a circa 120.000 i lavoratori dell'indotto.

Per quanto riguarda il leasing nautico, sulla base dei dati forniti dall'Associazione Italiana Leasing (ASSILEA), nel 2008 le operazioni concluse hanno raggiunto il valore in termini assoluti di 2,2 miliardi di euro, che in termini percentuali rappresentano una diminuzione del 17,2 % rispetto all'anno precedente. Il numero di contratti stipulati nel 2008 sono stati 4.085 con una diminuzione del 15,9%. Nel corso del primo semestre 2009 il leasing nautico ha fatto registrare uno stipulato di 651 milioni di euro (in termini di finanziato) con un decremento del 54,78 % rispetto allo stesso periodo del 2008.

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