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21 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:35 GMT+2



12 ottobre 2009

Via libera del governo olandese al dragaggio dello Schelda

Attesa per il pronunciamento del Consiglio di Stato sui ricorsi degli ambientalisti. Antwerp Port Authority: festeggeremo quando i lavori saranno completati

Oggi il governo olandese ha deciso di procedere al dragaggio dell'estuario del fiume Schelda. Il via libera è stato accolto con soddisfazione dell'Antwerp Port Authority. Si tratta - ha sottolineato il presidente dell'ente portuale di Anversa, Marc Van Peel, di un passo importante, «ma la cosa più importante - ha precisato - è che venga effettivamente dato avvio ai lavori di dragaggio nella parte occidentale dello Schelda». «I festeggiamenti - ha aggiunto - sono rinviati a quando il lavoro di dragaggio verrà completato e le navi più grandi potranno raggiungere Anversa più facilmente».

Peel ha rilevato come oggi l'esecutivo olandese abbia fatto ciò che la comunità del porto di Anversa chiede da diversi mesi, cioè l'attuazione dei trattati del 2005 sullo Schelda siglati da Fiandre e Olanda secondo i quali l'Olanda deve completare il dragaggio dello Schelda occidentale entro il 2009.

Il presidente dell'ente portuale belga ha ricordato che il porto di Anversa a lungo ha invocato l'esecuzione del dragaggio dello Schelda in modo da consentire la navigazione di navi con un pescaggio fino a 13,10 metri (43 piedi) indipendentemente dai movimenti di marea. Una volta che il lavoro sarà portato a termine - ha spiegato la Port Authority - le sette navi su dieci che attualmente hanno problemi di pescaggio saranno in grado di raggiungere il porto di Anversa senza vincoli di marea e ciò - ha evidenziato l'ente - è di cruciale importanza per l'ulteriore sviluppo economico del porto.

Inoltre l'ente portuale di Anversa ha ricordato che il via libera del governo dell'Aia non è sufficiente dato che ci dovrà essere il pronunciamento del Consiglio di Stato olandese sui ricorsi presentati dagli ambientalisti. «Comprendiamo le preoccupazioni di Zeeland (provincia olandese situata sull'estuario del fiume, ndr) - ha detto Peel - ma non è il porto di Anversa che ha chiesto che i territori bonificati vengano riportati allo stato naturale. E in ogni caso non vi è alcun legame diretto tra il ripristino dello stato naturale e l'approfondimento della Schelda occidentale».

Tutti gli occhi - ha concluso Peel - sono ora puntati su Gerda Verburg, ministro dell'Agricoltura olandese. L'ente portuale spera infatti che il ministro assuma le misure necessarie affinché le organizzazioni ambientaliste rinuncino ai loro ricorsi al Consiglio di Stato.

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