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26 ottobre 2009
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- Il rapporto di amore e di odio tra le dogane e gli
spedizionieri nell'era della telematica
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- «A giorni» la possibilità di presentazione
telematica del manifesto doganale delle merci in partenza dal porto
di Genova
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- Il ricordo dell'impatto negativo sull'attività del porto
di Genova di una lunga serie disfunzioni delle attività
doganali è vivo e scottante negli operatori che lavorano con
lo scalo e per molti di questi non si tratta di un ricordo, ma di
attualità. D'altronde basta tornare indietro solo di pochi
mesi al blocco del sistema informatico dell'Agenzia delle Dogane,
una vicenda definita «incredibile» dal presidente
dell'Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo (inforMARE
del 16 gennaio 2009).
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- Da allora alcuni passi avanti sono stati compiuti. Lo sostiene
lo stesso Merlo. O meglio, lo ha affermato con convinzione nelle
fasi finali della conferenza stampa odierna sulla presentazione
telematica del manifesto doganale delle merci in partenza dal porto
di Genova, dopo che si è tornati a discutere dei ritardi
delle procedure doganali.
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- Che il discorso finisse lì era inevitabile. Quando metti
attorno allo stesso tavolo i rappresentanti dell'amministrazione
doganale e i loro diretti e quotidiani interlocutori, cioè
gli spedizionieri, non può venire a galla altro che l'annoso
problema della lentezza delle operazioni doganali. Lentezza (oppure
rapidità, se si vuol guardare al bicchiere mezzo pieno) che a
Genova - secondo il direttore dell'Agenzia delle Dogane, Giuseppe
Peleggi - è ad un livello analogo a quello degli altri porti
italiani. Per il presidente della commissione portuale e doganale di
Spediporto, Domingo Valle, invece, a Genova il tempo medio è
superiore ed arriva a dieci, quindici giorni. Manco a parlarne - ha
ribattuto (con fraseologia più elegante) Peleggi: anche nel
capoluogo ligure la media è assestata su un periodo
decisamente più breve.
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- Se avesse intuito che si sarebbe giunti a questo punto -
presumiamo - Merlo avrebbe scelto altre parole per introdurre
l'incontro e certamente non avrebbe rilevato che «quella
odierna è un'occasione anche per superare quelle difficoltà
in procedure che nella realtà genovese non sono così
solerti». Avrebbe forse osservato, come ha fatto in
conclusione, che ora con le Dogane «il rapporto è
diventato di collaborazione e non, come era prima, di negoziazione».
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- In effetti l'incontro odierno a Palazzo San Giorgio era stato
programmato con l'intento di presentare un'iniziativa innovativa sul
piano nazionale che - ha sottolineato Peleggi - rappresenta
un'anticipazione rispetto alla nuova normativa comunitaria sulle
dogane che entrerà in vigore tra un anno. La presentazione
telematica del manifesto doganale delle merci all'imbarco, appunto.
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- Tuttavia: vuoi la difficoltà di spiegare l'iniziativa;
vuoi che parlare agli spedizionieri di iniziative in anticipo sui
tempi mentre ancora non sono stati risolti i problemi immediati è
come parlare agli imbufaliti pendolari ferroviari di treni a
levitazione magnetica. Chissà. Si finisce così di
perdere di vista il tema dell'incontro e al cronista non viene
neppure in mente di formulare la più elementare delle
domande: quando verrà attivata la nuova procedura?
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- Se fosse per l'Agenzia delle Dogane - visto che non glielo
abbiamo domandato - non lo sapremmo. Ci assiste però una nota
consegnataci dall'Autorità Portuale, che prevede l'avvio «a
giorni» della nuova funzionalità telematica.
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- Qualunque sia la data, gli spedizionieri, come i pendolari
ferroviari, sanno che per arrivare per tempo in un luogo in una
determinata ora di un certo giorno c'è sempre un'alternativa.
Per i primi è la carta. Per i secondi l'automobile.
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- Bruno Bellio
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