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3 novembre 2009
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- Accolti i ricorsi degli autotrasportatori contro il terzo
aumento della tassa elvetica sul traffico pesante
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- Il governo valuterà se impugnare la sentenza. Un
rapporto evidenzia la necessità di introdurre una nuova tassa
per finanziare le infrastrutture di trasporto
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- Il Tribunale amministrativo federale elvetico ha accolto tre
ricorsi degli autotrasportatori contro il terzo aumento della tassa
sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). La
sentenza, pubblicata oggi, accoglie la tesi secondo cui l'aumento
introdotto il 1° gennaio 2008 violerebbe il principio in virtù
del quale i proventi della tassa non devono superare i costi di
infrastruttura non coperti e i costi a carico della collettività.
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- La decisione è stata accolta con disappunto dal
dipartimento federale svizzero dell'Ambiente, dei trasporti,
dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), secondo il quale «la
politica di trasferimento del traffico, confermata più volte
dall'elettorato svizzero alle urne, potrebbe così subire una
battuta d'arresto». «La TTPCP - ha ricordato il
dipartimento guidato da Moritz Leuenberger - è una colonna
portante della politica di trasferimento del traffico pesante dalla
strada alla ferrovia che il popolo svizzero ha confermato in diverse
occasioni alle urne. Il valore medio di 325 franchi svizzeri sul
tratto di riferimento Basilea-Chiasso, al quale si mirava con il
terzo ed ultimo aumento della tassa, è stato accolto dal
popolo nella votazione del 1998. L'elettorato svizzero ha inoltre
detto sì anche al progressivo aumento della TTPCP». «La
TTPCP - ha sottolineato il DATEC - ha contribuito in maniera
determinante all'aumento di efficienza nel settore dei trasporti e
al trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia.
Per raggiungere l'obiettivo, fissato nella Costituzione, di
trasferire il traffico sulla rotaia, occorre puntare anche su altri
strumenti, primo tra tutti la cosiddetta borsa dei transiti alpini».
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- Il dipartimento ha concluso precisando che valuterà in
che misura le minori entrate si potrebbero ripercuotere sul
finanziamento delle infrastrutture di trasporto e che, dopo aver
analizzato la motivazione scritta della decisione del Tribunale,
d'intesa con il dipartimento delle Finanze deciderà se
impugnarla dinanzi al Tribunale federale.
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- Oggi, intanto, il consigliere federale Moritz Leuenberger ha
presentato il rapporto strategico “Futuro delle reti
infrastrutturali nazionali in Svizzera” che evidenzia come le
sei reti infrastrutturali svizzere di strade, ferrovie, aviazione,
elettricità, gas e telecomunicazioni siano in buono stato e
come, nel settore dei trasporti, occorra sviluppare nuovi modelli di
finanziamento.
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- Il rapporto rileva come la prosperità dell'economia
svizzera si basi su infrastrutture efficienti e ben funzionanti e
come il vantaggio derivante dalla collocazione geografica della
nazione possa essere preservato soltanto se si mantiene l'attuale
livello di efficienza delle reti. La capacità delle
infrastrutture - precisa il rapporto - deve essere gestita in modo
ottimale; inoltre eventuali problemi di capacità devono
essere eliminati tempestivamente e i potenziamenti pianificati con
largo anticipo.
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- Inoltre il documento sottolinea come, nel settore delle
infrastrutture, la Confederazione debba poter attingere a nuove
fonti d'introiti per affrontare gli investimenti necessari e che
sarà pertanto inevitabile l'introduzione di una nuova forma
di imposta sulla mobilità, intesa anche come misura di
regolazione del traffico. In particolare, il rapporto analizza le
infrastrutture dei trasporti terrestri, che sono finanziate dallo
Stato e non dal mercato. Tutte le previsioni elaborate dal DATEC
partono dal presupposto che i traffici continueranno ad aumentare
anche in futuro: gli uffici federali stimano che entro il 2030 il
traffico passeggeri su strada aumenterà del 20% e quello su
rotaia del 45%. Per quanto concerne il traffico merci, si prevede
addirittura un aumento rispettivamente del 35% e dell'85%.
Considerato che attualmente le reti ferroviarie e stradali sono già
molto sollecitate - rileva il rapporto - in futuro sarà
necessaria ulteriore capacità per soddisfare l'aumento della
domanda, in primis sfruttando in modo ottimale le infrastrutture
esistenti.
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- Il Consiglio federale elvetico approverà tale rapporto
all'inizio del prossimo anno.
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