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27 novembre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03.44 GMT+1



3 novembre 2009

Accolti i ricorsi degli autotrasportatori contro il terzo aumento della tassa elvetica sul traffico pesante

Il governo valuterà se impugnare la sentenza. Un rapporto evidenzia la necessità di introdurre una nuova tassa per finanziare le infrastrutture di trasporto

Il Tribunale amministrativo federale elvetico ha accolto tre ricorsi degli autotrasportatori contro il terzo aumento della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). La sentenza, pubblicata oggi, accoglie la tesi secondo cui l'aumento introdotto il 1° gennaio 2008 violerebbe il principio in virtù del quale i proventi della tassa non devono superare i costi di infrastruttura non coperti e i costi a carico della collettività.

La decisione è stata accolta con disappunto dal dipartimento federale svizzero dell'Ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), secondo il quale «la politica di trasferimento del traffico, confermata più volte dall'elettorato svizzero alle urne, potrebbe così subire una battuta d'arresto». «La TTPCP - ha ricordato il dipartimento guidato da Moritz Leuenberger - è una colonna portante della politica di trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia che il popolo svizzero ha confermato in diverse occasioni alle urne. Il valore medio di 325 franchi svizzeri sul tratto di riferimento Basilea-Chiasso, al quale si mirava con il terzo ed ultimo aumento della tassa, è stato accolto dal popolo nella votazione del 1998. L'elettorato svizzero ha inoltre detto sì anche al progressivo aumento della TTPCP». «La TTPCP - ha sottolineato il DATEC - ha contribuito in maniera determinante all'aumento di efficienza nel settore dei trasporti e al trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia. Per raggiungere l'obiettivo, fissato nella Costituzione, di trasferire il traffico sulla rotaia, occorre puntare anche su altri strumenti, primo tra tutti la cosiddetta borsa dei transiti alpini».

Il dipartimento ha concluso precisando che valuterà in che misura le minori entrate si potrebbero ripercuotere sul finanziamento delle infrastrutture di trasporto e che, dopo aver analizzato la motivazione scritta della decisione del Tribunale, d'intesa con il dipartimento delle Finanze deciderà se impugnarla dinanzi al Tribunale federale.

Oggi, intanto, il consigliere federale Moritz Leuenberger ha presentato il rapporto strategico “Futuro delle reti infrastrutturali nazionali in Svizzera” che evidenzia come le sei reti infrastrutturali svizzere di strade, ferrovie, aviazione, elettricità, gas e telecomunicazioni siano in buono stato e come, nel settore dei trasporti, occorra sviluppare nuovi modelli di finanziamento.

Il rapporto rileva come la prosperità dell'economia svizzera si basi su infrastrutture efficienti e ben funzionanti e come il vantaggio derivante dalla collocazione geografica della nazione possa essere preservato soltanto se si mantiene l'attuale livello di efficienza delle reti. La capacità delle infrastrutture - precisa il rapporto - deve essere gestita in modo ottimale; inoltre eventuali problemi di capacità devono essere eliminati tempestivamente e i potenziamenti pianificati con largo anticipo.

Inoltre il documento sottolinea come, nel settore delle infrastrutture, la Confederazione debba poter attingere a nuove fonti d'introiti per affrontare gli investimenti necessari e che sarà pertanto inevitabile l'introduzione di una nuova forma di imposta sulla mobilità, intesa anche come misura di regolazione del traffico. In particolare, il rapporto analizza le infrastrutture dei trasporti terrestri, che sono finanziate dallo Stato e non dal mercato. Tutte le previsioni elaborate dal DATEC partono dal presupposto che i traffici continueranno ad aumentare anche in futuro: gli uffici federali stimano che entro il 2030 il traffico passeggeri su strada aumenterà del 20% e quello su rotaia del 45%. Per quanto concerne il traffico merci, si prevede addirittura un aumento rispettivamente del 35% e dell'85%. Considerato che attualmente le reti ferroviarie e stradali sono già molto sollecitate - rileva il rapporto - in futuro sarà necessaria ulteriore capacità per soddisfare l'aumento della domanda, in primis sfruttando in modo ottimale le infrastrutture esistenti.

Il Consiglio federale elvetico approverà tale rapporto all'inizio del prossimo anno.

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