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9 febbraio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17.44 GMT+1



19 febbraio 2010

La Commissione Esteri della Camera ha approvato la Convenzione Alpi stralciando il Protocollo trasporti

Soddisfazione dell'ANITA, secondo cui le modalità alternative al trasporto su gomma non devono essere rese obbligatorie con misure coercitive

Ieri la Commissione Affari esteri della Camera ha approvato l'emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini che stralcia il Protocollo in materia di trasporti dal testo del disegno di legge di “Ratifica ed esecuzione dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi”.

Il segretario generale dell'ANITA (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici), Giuseppina Della Pepa, ha accolto con soddisfazione tale approvazione. Si tratta - ha sottolineato - di «un primo risultato importante che mira ad evitare una normativa penalizzante per l'intero sistema economico nazionale e non solo per l'autotrasporto».

ANITA auspica che l'iter parlamentare confermi l'indirizzo segnato dalla Commissione Affari esteri della Camera e che il dibattito prosegua nel contesto internazionale con gli atri Paesi coinvolti nella Convenzione. Secondo l'associazione, infatti, la ratifica del Protocollo trasporti sancirebbe la rinuncia dell'Italia «alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture stradali sull'arco alpino, con un grave danno allo sviluppo dei traffici stradali sull'arco alpino, già fortemente penalizzato da misure restrittive di transito».

«Nel corso degli ultimi anni, infatti - ha evidenziato l'associazione - sono stati introdotti vincoli pesantissimi alla circolazione stradale da parte di alcuni Paesi dell'arco alpino, sia attraverso un incremento dei pedaggi per l'uso delle infrastrutture sia mediante sistemi di regolazione del traffico. Tali scelte mirano a svantaggiare la strada e dirottare il traffico su ferrovia, con misure sempre più coercitive che impongono la scelta modale al vettore stradale. Invece, le modalità alternative al trasporto su gomma devono essere efficienti e convenienti per gli operatori e non rese obbligatorie con misure coercitive».

ITAL-PRO-RA.MAR.
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