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25 febbraio 2010
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- Il “federalismo stradale” è il vero valore
aggiunto dell'economia del nord-est italiano
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- Meeting del Propeller di Venezia sulle infrastrutture del
Veneto
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- Negli ultimi anni per promuovere lo sviluppo della logistica
terrestre si punta a dare impulso alle infrastrutture e ai servizi
ferroviari e marittimi (autostrade del mare). Eppure la rete
stradale continua ad essere vitale per la logistica italiana. Tale
importanza è stata evidenziata nel corso del meeting del
Propeller Club Port of Venice sul tema “Le infrastrutture del
Veneto: un valore aggiunto nell'interscambio economico del nord-est”
tenutosi martedì scorso presso la Stazione Marittima della
Venezia Terminal Passeggeri (VTP).
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- Non è solo il “passante” di Mestre a fare
grande il Veneto nello scenario infrastrutturale italiano - è
stato rilevato - ma le tante altre opere in corso di progettazione o
di realizzazione portate avanti con l'obiettivo di dare alla regione
la leadership del “federalismo stradale”. Ed è
proprio il federalismo stradale che rappresenta nell'economia del
nord-est italiano il vero valore aggiunto per accelerare la funzione
di porti, aeroporti ed interporti veneti quali generatori e
polarizzatori di traffico proprio grazie a quella riconquistata
competitività che ha uno dei suoi maggiori punti di forza
nella riduzione di tempi e costi del trasporto.
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- Le infrastrutture realizzate, in corso di progettazione o già
cantierate nel Veneto sono state elencate dall'assessore regionale
ai Trasporti, Renato Chisso: «la Pedemontana Veneta, la Romea
commerciale e il collegamento Orte-Passante di Mestre, oltre alla
rete idroviaria con i porti di Venezia, Chioggia e Porto Levante -
ha sottolineato l'assessore - rappresentano il core business di una
nuova politica del trasporto che fa della nostra Regione un “bridge”
attrezzato per tutto il nord-est italiano nell'interscambio al
servizio della nuova Europa».
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- «In questo quadro, come appare evidente - ha osservato il
presidente del Propeller. Massimo Bernardo - non bastano solo
strade, autostrade, idrovie, porti e aeroporti disseminati sul
territorio, ma appare sempre più urgente l'esigenza di
mettere a sistema tutto l'apparato infrastrutturale consolidando una
nuova politica del trasporto che miri all'integrazione di queste
singole realtà privilegiando la logistica avanzata, una
corretta ed adeguata urbanizzazione dei siti e la scelta di vettori
e di gestori affidabili: il tutto implementato da grandi
professionalità ma, soprattutto, da un'ampia visione
d'insieme non drogata da anacronistici progetti faraonici che troppo
spesso hanno rappresentato e rappresentano solo inutili alibi propri
della politica del non fare».
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