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26 febbraio 2010
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- Le banche BNL, BIIS, MPS e Banca Popolare di Vicenza
finanzieranno la realizzazione della piattaforma Maersk a Vado
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- A seguito della procedura di gara è stata formalizzata
l'offerta relativa al finanziamento dell'investimento pubblico per
300 milioni di euro
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- È costituito da BNL (gruppo BNP Paribas), BIIS - Banca
Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (gruppo Intesa Sanpaolo), MPS
Capital Service (gruppo Monte dei Paschi di Siena) e Banca Popolare
di Vicenza il pool di banche che ha formulato l'offerta per il
finanziamento della quota pubblica per la realizzazione della
piattaforma di Vado Ligure su cui sorgerà il nuovo container
terminal del porto di Savona-Vado operato dalla APM Terminals del
gruppo armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk.
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- Il progetto verrà realizzato dall'associazione temporanea
d'imprese formata da Maersk, Grandi Lavori Fincosit e Technital
(inforMARE
dell'8 giugno 2007). È
previsto un investimento complessivo di 450 milioni di euro, di cui
300 milioni di risorse pubbliche e 150 milioni da parte
dell'associazione Maersk - GLF - Tecnhital.
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- L'Autorità Portuale di Savona ha ricordato di aver
impostato, «con riferimento alla finanziaria del 2006 e al
precedente studio dell'Università Bocconi, il finanziamento
della piattaforma di Vado attraverso l'utilizzo di parte del gettito
IVA prodotto dall'esercizio della stessa. Questa impostazione,
seguita per la prima volta in Italia - ha sottolineato l'ente
portuale - prevede un forte coinvolgimento degli istituti di
credito, non solo sul piano finanziario, ma anche e soprattutto
nella verifica e nella valutazione dei parametri relativi alla
credibilità dell'opera e dello sviluppo economico da essa
generato».
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- L'Autorità Portuale ha evidenziato anche il ruolo di
particolare rilievo avuto da BNL-BNP Paribas, capofila del
raggruppamento di banche, «che, in un momento certamente non
facile per la situazione generale del credito - ha spiegato - ha
saputo approfondire i dati economici dell'operazione e su questi ha
coinvolto le altre banche della compagine».
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- L'ente portuale ritiene che tale iniziativa «possa essere
propedeutica anche al consolidamento del concetto di autonomia
finanziaria, tema sui quali, con il prezioso aiuto dell'VIII
Commissione del Senato - ha precisato - si sta procedendo
speditamente».
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