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9 marzo 2010
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- Il Comitato Portuale della Spezia ha approvato il masterplan
del nuovo waterfront cittadino
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- È relativo ad un'area di 330mila metri quadrati e
prevede un investimento di 250 milioni di euro
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- Oggi il Comitato Portuale della Spezia ha approvato
all'unanimità il masterplan del nuovo waterfront elaborato
dall'architetto valenciano Josè Maria Tomas Llavador, che nel
2007 è risultato il progetto vincitore dell'apposito concorso
internazionale di idee (inforMARE del
22 ottobre 2007).
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- «Quello approvato oggi all'unanimità in Comitato
Portuale con apprezzamento di tutti i suoi membri - hanno commentato
il presidente dell'Autorità Portuale della Spezia, Lorenzo
Forcieri, e il sindaco della Spezia, Massimo Federici - è un
progetto frutto di un processo condiviso tra enti locali e Regione.
Un processo fatto di incontri, riunioni, contatti frequenti con il
team di professionisti di Valencia che hanno lavorato
incessantemente, in particolare con gli ingegneri ed i tecnici
dell'Autorità Portuale e del Comune della Spezia».
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- Il masterplan è relativo ad un'area di 330mila metri
quadrati e prevede un investimento complessivo di 250 milioni di
euro per la realizzazione di alberghi a 4 e 5 stelle con centri
congressi, aree verdi per complessivi 40mila metri quadrati,
percorsi pedonali e ciclabili, zone dedicate allo sport, al wellness
e al ristoro, piscine, parcheggi, percorsi “people mover”,
un museo tematico del mare, una nuova darsena e una nuova stazione
crocieristica, strutture per attività sportive e per il tempo
libero, chioschi per attività commerciali, un anfiteatro
all'aperto per spettacoli estivi, una galleria commerciale, un
centro sportivo con piscina e Spa.
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- L'Autorità Portuale ha evidenziato come uno dei punti
essenziali del piano sia la nuova stazione crocieristica, che ha
l'obiettivo - ha spiegato - di «fare entrare decisamente La
Spezia nel business delle crociere, trasformandola in una città
di approdo così come avviene per Napoli, Venezia e Genova».
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- «Il masterplan, il quale contiene solo la composizione
volumetrica degli edifici e non quella architettonica che sarà
oggetto di un livello successivo di progettazione - ha precisato
l'ente portuale - segna una svolta anche per il porto mercantile che
rinuncia a Calata Paita e di fatto anche a Calata Malaspina, ovvero
il collegamento tra zona urbana e porto commerciale. Ciò è
legato indissolubilmente alla realizzazione dei completamenti nella
zona di Levante e alla realizzazione del terzo bacino, così
come previsto dal Piano Regolatore Portuale».
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