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24 agosto 2010
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- Trasportounito, aberrante la norma che blocca i Tir su strada
se la multa non si paga subito e in contanti
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- Longo: «ogni conducente è costretto, per evitare
il fermo del mezzo, a viaggiare con forte somme di contanti,
esponendosi ancora di più ai rischi di rapina e sequestro»
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- Trasportounito denuncia l'effetto aberrante della norma,
introdotta con la mini riforma del Codice della Strada e già
diventata esecutiva, che prevede l'obbligo del pagamento su strada
della sanzione comminata ad un veicolo industriale o autobus. «La
norma, che è stata una richiesta sconclusionata da parte di
alcune associazioni di rappresentanza dell'autotrasporto - spiega il
segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo - si sta
dimostrando, nei fatti, aberrante. Infatti, non essendo le pattuglie
della polizia stradale dotate di “pos” per il pagamento
con carta di credito, ogni conducente è costretto, per
evitare il fermo del mezzo, a viaggiare con forte somme di contanti,
esponendosi ancora di più ai rischi di rapina e sequestro che
sono ormai malattia cronica del sistema Italia. Creando nel contempo
le premesse per le distorsioni nel rapporto fra controllore e
controllato che sembravano confinate nel passato».
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- Se l'autista non dispone della somma - precisa Trasportounito -
tocca all'imprenditore titolare dell'azienda rincorrere in tutta la
penisola, il mezzo di sua proprietà, sempre con il
portafoglio gonfio di contanti, esponendosi ai medesimi rischi del
conducente. «In caso di mancato pagamento - sottolinea Longo -
c'è il sequestro del mezzo, o meglio un fermo amministrativo
i cui oneri e costi vanno pagati dall'impresa. Il che pone problemi
di legittimità tutt'altro che campati in aria, ad esempio per
la difformità di trattamento da cittadino a cittadino (il
rischio di sequestro incombe sul mezzo pesante e non
sull'autovettura, sull'autotrasportatore e non sull'automobilista);
problemi di legittimità anche connessi con un fermo
amministrativo che propone una sproporzione fra il valore della
sanzione e quelli relativi al mezzo posto sotto sequestro ed alle
merci che si trovano a bordo. Tra l'altro il fermo amministrativo
del veicolo, in attesa del pagamento della cauzione in denaro
contante, espone l'impresa di autotrasporto anche al rischio di
inadempimento del servizio, del ritardo nella consegna, se non
addirittura delle responsabilità per avaria della merce».
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- «Trasportounito pertanto - conclude Longo - ha dato
mandato ai suoi legali di verificare le condizioni per azioni
dirette ad evitare ulteriori aggravi nei confronti di imprese
nazionali le quali, come tali, sono registrate e identificate sia
dal sistema fiscale e sia dai numerosi uffici (Cciaa, Albo, enti
locali) aventi competente autorizzative all'esercizio dell'impresa».
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