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4 ottobre 2010
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- La Commissione UE avvia una consultazione pubblica sugli
aiuti di Stato alla costruzione navale
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- L'obiettivo è di decidere se l'attuale normativa debba
essere lasciata invariata, modificata o abrogata lasciandola scadere
alla fine del 2011
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- inforMARE - La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica
sull'applicazione della disciplina europea in materia di aiuti di
Stato alla costruzione navale, che è entrata in vigore
all'inizio del 2004 (inforMARE
del 26 novembre
2003), è stata prorogata nel 2006 e nel 2008 e
scadrà alla fine del 2011, con l'obiettivo di decidere se
lasciarla invariata, modificarla o abrogarla lasciandola scadere
alla fine del prossimo anno.
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- L'attuale normativa detta disposizioni specifiche in particolare
per quanto riguarda l'uso e l'entità degli aiuti
all'innovazione, fissando un tetto di finanziamento fino al 20%
delle spese per l'innovazione rispetto al massimale precedente del
10% previsto dal regolamento del 1998 sugli aiuti alla costruzione
navale. Inoltre include misure di agevolazione per la chiusura di
cantieri in caso di capacità economicamente non sostenibili e
la concessione di aiuti ai cantieri navali situati nelle regioni che
presentano ritardi di sviluppo.
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- Dalle parole del vicepresidente della Commissione Europea,
Joaquín Almunia, responsabile della Concorrenza, traspare
l'intenzione di Bruxelles di verificare se gli aiuti al comparto
sono ancora giustificati: «la costruzione navale - ha spiegato
- è uno dei pochi settori ancora soggetti a un regime
specifico di aiuti di Stato, in deroga alle disposizioni orizzontali
applicabili agli altri settori. La Commissione effettuerà una
valutazione spassionata per misurare l'impatto dispiegato fino ad
ora dalla disciplina sulla costruzione navale. In questo modo sarà
possibile stabilire se sia giustificato mantenere disposizioni
specifiche a salvaguardia della concorrenza e continuare a
promuovere l'innovazione nel settore».
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- Secondo la Commissione, dato che il settore della costruzione
navale è ammissibile agli aiuti anche ai sensi delle
disposizioni comunitarie ordinarie in materia, la consultazione
dovrebbe in particolare contribuire a stabilire se sia tuttora
necessario prevedere disposizioni specifiche per questo settore o se
il suo regime di aiuti possa essere allineato alle norme applicabili
agli altri settori. (iM)
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