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25 ottobre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11.29 GMT+2



10 novembre 2010

L'Autorità Antitrust australiana sollecita una maggiore produttività e competitività dei porti nazionali

«La sfida che abbiamo davanti come nazioni - sostiene Graeme Samuel - è quella di migliorare la produttività per sostenere le performance economiche dell'Australia»

L'Autorità Antitrust australiana esorta le società terminaliste che operano nei porti nazionali ad investire nei propri terminal e a sfruttarli al meglio in vista di un'attesa crescita del 5% circa del traffico containerizzato nei porti nei prossimi due decenni. Nell'ultima edizione del “Container stevedoring: monitoring report”, pubblicazione che è stata presentata lunedì scorso e nella quale sono analizzati prezzi, costi e profitti delle società terminaliste che operano traffici containerizzati nei porti di Adelaide, Brisbane, Burnie, Fremantle, Melbourne e Sydney, l'Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) evidenzia come il Bureau of Infrastructure, Transport and Regional Economics (BITRE) preveda che il traffico nei cinque principali porti container nazionali crescerà più del doppio, e in alcuni casi triplicherà, entro l'esercizio annuale 2029-30 e come nell'esercizio 2009-10, conclusosi lo scorso 30 giugno, si siano manifestati segnali di congestione del traffico alle banchine portuali di alcuni dei principali porti container, in particolare a Sydney.

«La sfida che abbiamo davanti come nazioni - rileva il presidente di ACCC, Graeme Samuel - è quella di migliorare la produttività per sostenere le performance economiche dell'Australia. La concorrenza è importante per indurre il settore portuale ad investire in nuova capacità e ad utilizzare le infrastrutture esistenti per movimentare i container all'imbarco e allo sbarco dalle navi in maniera più rapida e in numero sempre crescente».

Secondo l'ACCC, saranno necessari investimenti nelle infrastrutture portuali e un incremento della produttività dei terminal per garantire che i porti container australiani siano in grado di soddisfare il futuro aumento della domanda e - precisa l'Autorità Antitrust - la concorrenza tra i terminalisti è il mezzo più valido per migliorare la produttività nella gestione della capacità esistente ed è il modo più efficace per stimolare utili investimenti in nuova capacità. L'ACCC rileva anche come i piani per aumentare la capacità dei porti container offrano l'opportunità di ingresso a nuovi operatori, con il risultato di un incremento della concorrenza e di un aumento della produttività a vantaggio degli utenti. «Ciò - rileva l'authority - perché si ritiene che un numero crescente di players determini una maggiore pressione sui concorrenti inducendoli ad offrire agli utenti condizioni e tariffe più competitive».

L'ACCC ricorda che sono già state assunte decisioni per consentire ad una terzo terminalista di investire in ulteriore capacità nei porti di Brisbane e Sydney e ciò - sottolinea l'Autorità Antitrust - significa che un nuovo operatore concorrente verrà introdotto in quei porti dal 2012, mentre nel porto di Melbourne non si è ancora deciso quali misure adottare per far fronte alla crescita della domanda. «Gli sforzi da parte di alcuni governi statali nell'affrontare i problemi connessi alle barriere all'ingresso nel mercato - spiega l'authority - sono positivi in quanto sono tesi a riallineare gli incentivi nei confronti dei terminalisti affinché investano in servizi più efficienti e produttivi. I governi del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, ad esempio, hanno entrambi messo a gara la gestione di nuovi terminal per container nei porti delle rispettive capitali. Inoltre, il governo del Nuovo Galles del Sud ha introdotto una normativa che delinea un modo più responsabile di assegnare le future concessioni di terminal portuali. Ciò consente al governo di determinare direttamente gli incentivi nei confronti dei terminalisti affinché investano in tali infrastrutture. Nel momento in cui i nuovi operatori consolidano la loro attività in questi porti, le compagnie di navigazione potranno credibilmente minacciare di spostare la loro attività altrove. La pressione competitiva sui terminalisti affinché investano in servizi più efficienti e produttivi è destinata ad aumentare. Si prevede che il medesimo grado di pressione competitiva non esisterà in quei porti, come ad esempio Melbourne, dove queste riforme non sono state intraprese».


Total container throughput by port

Financial year

Adelaide

Brisbane

Fremantle

Melbourne

Sydney

Other
ports

Total


(TEU)

1995-96

69,355

249,439

202,680

923,303

704,276

170,470

2,319,523

1996-97

88,497

272,632

209,775

985,584

746,297

172,527

2,475,312

1997-98

107,912

317,568

251,594

1,046,863

820,765

204,615

2,749,317

1998-99

120,586

357,703

276,156

1,123,095

899,919

212,667

2,990,126

1999-00

115,506

414,449

299,756

1,289,459

1,036,622

387,270

3,543,062

2000-01

133,236

439,194

354,855

1,322,083

1,013,498

388,247

3,651,113

2001-02

145,226

465,359

383,676

1,423,078

1,029,255

488,947

3,935,541

2002-03

148,333

548,945

431,861

1,595,909

1,160,452

552,145

4,437,645

2003-04

169,108

621,380

464,274

1,721,395

1,270,143

605,459

4,851,759

2004-05

170,585

715,995

467,778

1,910,362

1,376,194

521,271

5,162,185

2005-06

189,391

742,756

456,032

1,929,988

1,445,064

524,607

5,287,838

2006-07

219,117

839,716

505,507

2,093,423

1,620,112

515,971

5,793,846

2007-08

280,121

899,984

582,674

2,256,640

1,778,366

481,170

6,278,955

2008-09

223,119

904,764

697,451

2,338,500

1,682,415

428,843

6,275,092

2009-10

194,549

836,724

749,726

2,328,522

1,628,136

428,884

6,166,541

2010-11

189,340

873,197

899,296

2,368,593

1,649,728

457,279

6,437,433

2011-12

191,905

902,766

961,280

2,375,125

1,694,995

474,807

6,600,878

2012-13

198,411

952,664

965,641

2,440,598

1,762,955

495,539

6,815,809

2013-14

207,463

1,043,712

950,415

2,606,836

1,890,145

530,866

7,229,437

2014-15

217,951

1,100,465

958,250

2,698,018

1,963,078

554,103

7,491,864

2015-16

229,668

1,124,302

963,690

2,718,835

1,988,014

564,897

7,589,406

2016-17

242,584

1,169,262

996,273

2,788,506

2,043,735

586,145

7,826,505

2017-18

256,689

1,255,928

1,071,709

2,937,607

2,158,573

626,083

8,306,590

2018-19

271,881

1,325,506

1,134,507

3,049,500

2,247,750

658,826

8,687,969

2019-20

288,171

1,362,270

1,166,592

3,093,685

2,286,957

676,888

8,874,564

2020-21

305,737

1,406,920

1,204,435

3,270,680

2,389,115

708,794

9,285,681

2021-22

324,608

1,453,761

1,244,091

3,517,757

2,496,367

742,371

9,778,955

2022-23

344,878

1,502,895

1,285,669

3,789,502

2,609,041

777,721

10,309,706

2023-24

366,652

1,554,394

1,329,248

4,088,617

2,727,403

814,933

10,881,247

2024-25

390,048

1,608,395

1,374,938

4,418,123

2,851,814

854,124

11,497,441

2025-26

415,195

1,665,042

1,422,858

4,781,391

2,982,661

895,418

12,162,565

2026-27

442,234

1,724,484

1,473,130

5,182,186

3,120,354

938,948

12,881,335

2027-28

471,319

1,786,911

1,525,911

5,624,714

3,265,394

984,874

13,659,123

2028-29

502,619

1,852,492

1,581,334

6,113,673

3,418,252

1,033,348

14,501,717

2029-30

536,315

1,958,283

1,639,546

6,654,312

3,579,432

1,084,531

15,452,419

 

Average growth rate
(per cent per annum)








Actual historical

12.34

11.29

9.20

7.73

8.02

9.03

8.65

2007-08 to 2029-30

3.00

3.60

4.81

5.04

3.23

3.76

4.18

2007-08 to 2012-13

-6.67

1.14

10.63

1.58

-0.17

0.59

1.65

2012-13 to 2029-30

6.02

4.33

3.16

6.08

4.25

4.72

4.93

Source: ABS (2009a), BITRE modelling











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