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17 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:37 GMT+2



18 gennaio 2011

Escalation degli atti di pirateria

Nel 2010 record di marittimi presi in ostaggio: sequestrate 1.181 persone rispetto a 188 nel 2006

inforMARE - Il 2010 ha fatto registrare il record negativo di marittimi presi in ostaggio dai pirati. L'International Maritime Bureau (IMB), organizzazione dell'International Chamber of Commerce (ICC), ha reso noto che lo scorso anno i pirati hanno catturato 1.181 marittimi e ne hanno uccisi otto. Nel 2009 erano stati sequestrati 1.050 marittimi. Nel 2006 i sequestri erano stati 188.

Nel 2010 sono state sequestrate 53 navi e il numero degli assalti dei pirati è cresciuto costantemente negli ultimi quattro anni raggiungendo i 445 attacchi nel 2010, con un incremento del 10% rispetto all'anno precedente.

«Questi dati sul numero di persone prese in ostaggio e di navi sequestrate - ha commentato il direttore del Piracy Reporting Centre dell'IMB, Pottengal Mukundan - sono i più elevati mai registrati. La continua crescita di queste cifre è allarmante. In percentuale rispetto al numero complessivo degli incidenti, gli atti di pirateria in alto mare sono cresciuti notevolmente rispetto agli assalti a mano armata in acque territoriali. In alto mare al largo della Somalia pirati pesantemente armati stanno sopraffacendo pescherecci o mercantili oceanici da utilizzare quali basi per altri attacchi. Catturano l'equipaggio e lo costringono a navigare fino a giungere alla distanza utile per attaccare altre ignare navi».

Secondo i dati in possesso di IMB, nelle acque al largo delle coste della Somalia - con un totale di 49 navi e 1.016 marittimi presi in ostaggio - sono avvenuti il 92% di tutti i sequestri realizzati nel 2010. Al 31 dicembre scorso erano ancora in mano ai pirati somali 28 navi e 638 marittimi.

Lo scorso anno nel Golfo di Aden si sono verificati 53 attacchi rispetto a 117 nel 2009. Secondo l'IMB tale calo è conseguenza dell'attività di pattugliamento di quelle acque in atto dal 2008 da parte di forze navali di varie nazioni e dell'adozione da parte delle navi di misure per prevenire gli atti di pirateria.

Tuttavia l'IMB ha osservato come il raggio d'azione dei pirati somali, inizialmente limitato, si sia ampliato arrivando a sud fino al Canale del Mozambico e ad oriente fino a 72° di longitudine est nell'Oceano Indiano. Secondo il Bureau, per contrastare l'ondata di espansione della pirateria è necessario intervenire innanzitutto a terra, nella Somalia centro-meridionale: «c'è - ha spiegato Mukundan - un disperato bisogno di un'infrastruttura stabile in quest'area. È essenziale che i governi e le Nazioni Unite dedichino risorse per sviluppare strutture amministrative operative al fine di impedire ai criminali di sfruttare il vuoto lasciato da anni di governi locali fallimentari. Tutte le misure adottate in mare per limitare l'attività dei pirati - ha sottolineato - sono rese deboli a causa della mancanza di un'autorità responsabile in Somalia, dove i pirati iniziano le loro scorrerie e dove ritornano con le navi sequestrate».

Un'altra zona a rischio si è confermata nel 2010 anche la Nigeria, in particolare nell'area del porto di Lagos, dove sono state abbordate 13 navi, quattro sono state oggetto di colpi d'arma da fuoco e ci sono stati due falliti tentativi di assalto.

Anche in Bangladesh il numero di attacchi con armi da fuoco è aumentato per il secondo anno consecutivo e sono state abbordate 21 navi, soprattutto da pirati armati di coltelli, mentre erano quasi tutte all'ancora nel porto di Chittagong.

Lo scorso anno in Indonesia è stato registrato il più alto numero di assalti alle navi con l'impiego di armi da fuoco dal 2007: 30 navi sono state assaltate, nove attacchi sono stati sventati ed una nave è stata sequestrata. Nei mari del sud della Cina si sono verificati 31 incidenti, più del doppio del 2009: 21 navi sono state assaltate; ci sono stati sette tentativi di abbordaggio, due navi sono state oggetto di colpi d'arma da fuoco ed una nave è stata sequestrata. (iM)



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