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21 marzo 2011

Accordo di collaborazione tra l'interporto di Bologna e il porto di Livorno

È focalizzato sullo sviluppo dei traffici merci, sulla promozione delle relazioni di traffico tra Spagna, Italia e Nord Africa e sui servizi ferroviari e intermodali

Oggi l'Interporto di Bologna e l'Autorità Portuale di Livorno hanno siglato un accordo di collaborazione focalizzato sullo sviluppo dei traffici merci, containerizzati e non, tra le due infrastrutture, sulla promozione delle relazioni di traffico tra Spagna ed Italia e tra quest'ultima e i paesi del Nord Africa, nonché sulla condivisione delle iniziative e delle soluzioni adottate in merito ai servizi ferroviari e intermodali.

L'intesa è stata sottoscritta a conclusione di un incontro tra il presidente dell'Interporto di Bologna, Alessandro Ricci, e il commissario dell'Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti, al quale ha partecipato, tra gli altri, il direttore generale dell'Interporto, Zeno D'Agostino. Durante la riunione è stata messa in evidenza la necessità di predisporre una analisi dettagliata dei flussi di traffico per individuare le azioni da intraprendere al fine di rafforzare le relazioni intermodali e, in particolare, è stata sottolineata l'esigenza di ottimizzare la gestione dei servizi ferroviari favorendo un'azione congiunta Interporto-Autorità Portuale.

Interporto di Bologna ha spiegato come la partnership si inserisca in un'ottica strategica molto più complessa che vede l'interporto impegnato nell'ampliare i confini delle sua area di riferimento e nell'agganciare infrastrutture in grado di alimentare il suo ruolo di concentratore di flussi di traffico da rilanciare verso il Nord Europa. «L'Emilia Romagna - ha osservato Alessandro Ricci - è una regione con forti potenzialità logistiche sostenute da una forte politica locale che va assecondata con strategie individuali di ampio respiro lì dove il mercato ti guida verso logiche funzionali di cooperazione nell'ambito di confini geografici sempre più flebili». «È innegabile - ha aggiunto - che iniziative del genere sarebbero molto più semplici se si inserissero in un contesto di pianificazione nazionale adeguato e in linea con i rapidi cambiamenti del mercato, ma nell'attesa è sicuramente molto più produttiva la tecnica di metter a fattore comune le proprie specializzazioni per amplificarne gli effetti» .

«L'Interporto di Bologna - ha dichiarato Giuliano Gallanti - è una delle piattaforme più importanti d'Europa, lo dimostrano le sua capacità di creare una fitta rete di collegamenti ferroviari con alcuni tra gli snodi fondamentali del mercato europeo: vedi Zeebrugge in Belgio, vedi Rotterdam nei Paesi Bassi e Patrasso in Grecia. Ecco, dobbiamo riuscire ad inserire Livorno all'interno di questo circuito virtuoso. Ma per farlo dobbiamo risolvere prima di tutto il problema delle ferrovie cargo. Servono nuove infrastrutture e serve una gestione unitaria del servizio di manovra e trazione ferroviaria dalla stazione del Calambrone ai singoli terminal portuali. Ad oggi ci sono troppi soggetti che concorrono allo svolgimento delle manovre cargo, con un inutile aggravio di costi anche in capo agli stessi terminalisti».

Uno degli step obbligati per migliorare l'intermodalità del sistema porto-interporti - secondo il commissario della Port Authority - è quello di verificare la possibilità di gestire i controlli doganali non solo all'interno del porto, ma anche presso lo scalo ferroviario Calambrone: «solo così - ha spiegato Gallanti - potremo pensare di razionalizzare i costi del trasporto, eliminando i tempi morti che si allungano tanto più quanto meno efficienti e veloci sono i controlli».

Gallanti ha detto che intermodalità integrata, controlli doganali rapidi e sviluppo dei traffici internazionali «sono tre obiettivi importanti per raggiungere i quali - ha spiegato - contiamo anche sul contributo delle dogane e dell'interporto di Guasticce. Con loro e assieme all'Interporto di Bologna proveremo a realizzare concretamente una piattaforma logistica estesa che faccia di Livorno il punto di raccordo principale con i mercati dell'Italia centrale e con quelli dell'Europa settentrionale e centro orientale».

«Bologna e Livorno - ha confermato il presidente dell'Interporto bolognese - possono veramente contribuire a creare un corridoio multimodale tra le infrastrutture, favorendo una logica di cooperazione di rete che preveda anche il coinvolgimento di Guasticce e Prato». Ricci ha sottolineato che «lo scalo bolognese opera ancora troppo in una dimensione regionale, pur avendo, se solo si pensa alla sua localizzazione geografica, una vocazione internazionale; questo - ha concluso - sarà per noi il futuro: trasformare una vocazione in un dato di fatto e ovviamente ben vengano tutte le collaborazioni funzionali a tale obiettivo».


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