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26 ottobre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09.31 GMT+1



7 giugno 2011

Il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva Eurovignette III

Con il voto odierno - ha denunciato l'IRU - l'Eurovignette è stata semplicemente trasformata in una nuova gravosa tassa aggiuntiva a carico dei cittadini dell'UE per qualsiasi servizio di trasporto merci su strada, che penalizzerà l'economia europea e la creazione di posti di lavoro e non comporterà benefici ambientali

Oggi il Parlamento europeo ha approvato la proposta di direttiva cosiddetta Eurovignette III sull'internalizzazione dei costi esterni che aggiunge ai pedaggi stradali a carico degli autoveicoli pesanti anche i costi dell'inquinamento atmosferico e acustico provocato dagli stessi camion. Al pedaggio, cioè al costo imposto sinora per l'utilizzo delle infrastrutture, potranno infatti essere aggiunti mediamente di 3-4 centesimi di euro (per veicolo/km) per coprire i costi esterni generati dal trasporto su strada, come l'inquinamento atmosferico e quello acustico.

Oltre alle reti di trasporto transeuropee (TEN-T), la direttiva coprirà le autostrade e si applicherà ai veicoli superiori alle 3,5 tonnellate. Se uno Stato membro intenderà concedere deroghe ai mezzi fino a 12 tonnellate dovrà comunicarne le motivazioni alla Commissione Europea.

Quale misura per promuovere il rinnovo della flotta, la direttiva stabilisce che i veicoli a motore meno inquinanti saranno esenti dai costi dell'inquinamento atmosferico fino al 1° gennaio 2014 per la classe di emissione Euro V e fino al 1° gennaio.2018 per la classe Euro VI. Inoltre nelle aree sensibili e nelle zone montuose ai costi esterni si aggiungerà una maggiorazione fino al 25% per i veicoli più inquinanti (da Euro 0 a Euro II) e, a partire dal 1° gennaio 2015, tale maggiorazione sarà estesa alla classe Euro III.

Inoltre, per incentivare il decongestionamento delle aree più trafficate, la percentuale di variazione dei pedaggi potrà arrivare fino al 175% nelle aree congestionate, con tariffe più elevate applicabili nelle cinque ore di punta e con tariffe più basse per gli altri periodi. Per consentire alle aziende di trasporto di determinare i loro costi e di adattare la loro pianificazione dei viaggi, la Commissione fornirà un elenco delle tariffe e degli orari di applicazione in tutta l'UE.

La normativa prevede che, in cambio, gli Stati membri si impegnino a investire almeno il 15% degli introiti complessivi derivanti dagli oneri di infrastruttura e dagli oneri per i costi esterni nelle reti di trasporto transeuropee, mentre i fondi rimanenti dovrebbero essere utilizzati per attenuare gli effetti nocivi e per sviluppare tutti i sistemi di trasporto in maniera sostenibile. Per promuovere la trasparenza e il dibattito pubblico, gli eurodeputati hanno incluso nella direttiva l'obbligo per gli Stati membri di informare periodicamente la Commissione sulle tariffe e sull'utilizzo degli oneri percepiti.

La nuova direttiva è stata criticata dalle associazioni dell'autotrasporto. Secondo l'International Road Transport Union (IRU), la direttiva adottata oggi trasforma l'Eurovignette semplicemente in una nuova gravosa tassa aggiuntiva a carico dei cittadini dell'Unione Europea per qualsiasi servizio di trasporto merci su strada, che penalizzerà l'economia europea e la creazione di posti di lavoro e non comporterà benefici ambientali. L'associazione internazionale dell'autotrasporto ha sottolineato, infatti, che il nuovo testo non richiede l'accantonamento obbligatorio dei nuovi introiti al fine di utilizzarli per ridurre effettivamente alla fonte le esternalità prodotte dal trasporto stradale commerciale. «Con il voto odierno - ha spiegato l'IRU - il Parlamento europeo di fatto non è riuscito a rendere “verde” il trasporto su strada non rendendo obbligatoria la destinazione degli introiti dell'Eurovignette e creando solamente una nuova imposta sui servizi di trasporto stradale che sono già pesantemente tassati». L'IRU ha pertanto esortato gli Stati dell'UE, all'atto dell'implementazione della direttiva, di prevedere una destinazione appropriata di tali introiti a livello nazionale al fine di rispondere efficacemente agli obiettivi del Libro Bianco sulla politica dei trasporti dell'UE.

«Nel momento in cui l'industria dell'autotrasporto è fortemente impegnata a rendere ancora più ecologici i propri servizi - ha detto il presidente dell'IRU EU Goods Transpor Liaison Committee, Alexander Sakkers - questa nuova tassa sui servizi di trasporto su strada introdotta con la direttiva Eurovignette avrà l'effetto di impedire agli operatori di investire e di applicare le migliori tecnologie e le tecniche essenziali per rendere più “verde” il trasporto su strada e per raggiungere l'obiettivo di riduzione del CO2». «L'IRU - ha aggiunto Sakkers - invita pertanto ciascuno degli Stati membri dell'Unione Europea a destinare integralmente tutti i proventi di questa nuova imposta fiscale a favore di progetti di trasporto stradale, al fine di conseguire gli obiettivi del Libro Bianco sulla nuova politica dei trasporti dell'UE e per rendere realmente verde l'autotrasporto».

Anche le associazioni italiane dell'autotrasporto hanno manifestato perplessità sul contenuto della nuova direttiva europea. Ricordando di non contestare affatto il principio “chi inquina paga”, l'Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilisti (ANITA) ha criticato piuttosto «la mancanza di equità di tale provvedimento che penalizza unicamente il trasporto merci e non le altre modalità e tipologie di trasporto». «Questo provvedimento, infatti - ha osservato l'associazione - comporterà un aggravio ulteriore per l'autotrasporto nell'attraversamento delle Alpi. La previsione di un importo supplementare per la congestione, che non sarà recuperabile, comporterà un aumento del livello attuale dei pedaggi di oltre il 10% per le emissioni e di oltre il 50% per la congestione nei trasporti internazionali».

Secondo ANITA, «un tale aumento del costo del trasporto stradale, in mancanza di una valida alternativa di trasporto su ferrovia avrà gravi ripercussioni sull'economia italiana, considerando che le grandi infrastrutture ferroviarie come il Brennero e la Torino/Lione saranno pronte dopo il 2025».

In previsione del voto favorevole odierno, anche il presidente di Confartigianato Trasporti, Francesco Del Boca, ieri ha sottolineato che «le risorse dei maggiori pedaggi dovrebbero essere obbligatoriamente destinate al settore del trasporto stradale con l'obiettivo di rendere l'autotrasporto più sostenibile ed efficiente, ad esempio attraverso investimenti “verdi” o in nuove tecnologie, particolarmente importanti per le piccole e medie imprese che spesso non sono in grado di sostenere da sole gli oneri imposti dalle normative tecniche ed ambientali». Ricordando che il testo votato a Strasburgo concede invece agli Stati membri la facoltà di decidere se utilizzare o meno gli introiti per ridurre l'impatto dei costi esterni con investimenti nell'autotrasporto, Del Boca ha concluso che ciò si traduce in un «tentativo di introdurre una nuova tassa addizionale sulle aziende, con il solo fine di “fare cassa” al di là delle dichiarate motivazioni ambientali». Il presidente di Confartigianato Trasporti ha sottolineato di non condivide neppure l'impostazione secondo la quale nessun costo esterno ricade sugli utilizzatori delle infrastrutture: «un'impresa di autotrasporto - ha rilevato - già oggi subisce gli ulteriori costi (carburante, ritardi nelle consegne, incidenti) derivanti dal blocco del traffico».




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