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19 ottobre 2011
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- Bruxelles deferisce l'Italia alla Corte di Giustizia UE per
il mancato recupero di aiuti concessi a società di
navigazione sarde
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- La decisione della Commissione Europea risale al luglio 2007
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La Commissione Europea ha deferito l'Italia alla Corte di
Giustizia dell'UE per il mancato recupero di aiuti concessi dalla
Regione Sardegna a società di navigazione con sede legale,
domicilio fiscale e porto di immatricolazione in Sardegna
intenzionate a costruire, acquistare, riconvertire o riparare navi,
cioè per la mancata ottemperanza ad una decisione della
Commissione del 2007 che dichiarava il regime di aiuti a favore
delle imprese di navigazione sarde incompatibile con le norme
dell'UE in materia di aiuti di Stato.-
- Tale regime di aiuti, la cui istituzione risale ad una legge
regionale del 1951, consisteva in prestiti a tassi di interesse
ridotti in media del 10-12% e di una sovvenzione per i costi di una
locazione finanziaria con un abbuono di interessi medio del 10% alle
imprese di navigazione sarde impegnate in attività di
costruzione, acquisto, conversione o riparazione di unità
navali.
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- Nell'ottobre 1997 la Commissione Europea aveva adottato una
prima decisione in materia di aiuti di Stato sul regime a favore
delle società di navigazione sarde. Nell'ottobre 2000 tale
decisione era stata annullata dalla Corte di Giustizia che aveva
giudicato insufficienti le prove dell'incidenza della misura sugli
scambi tra Stati membri. Nel luglio 2007 la Commissione aveva
nuovamente adottato la decisione con una motivazione rafforzata e
tale decisione non è stata contestata.
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- Bruxelles ha spiegato che, non avendo notificato le
anticipazioni concesse dalla Regione Sardegna a condizioni
preferenziali, l'Italia era tenuta a recuperare la differenza tra i
tassi praticati su tali anticipazioni e i tassi di mercato in vigore
alla data in cui queste erano state concesse e che a quattro anni
dal 10 luglio 2007, data in cui la Commissione aveva ordinato il
recupero degli aiuti, ciò non è ancora avvenuto.
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- «Gli Stati membri - ha dichiarato il vicepresidente della
Commissione UE e commissario per la Concorrenza, Joaquín
Almunia - hanno numerose possibilità di sostenere le attività
commerciali nel rispetto delle norme dell'UE in materia di aiuti di
Stato. Tuttavia, gli aiuti giudicati illegali devono essere
recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare
l'efficacia delle stesse norme».

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