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7 novembre 2011
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- Individuata un'area presso l'Arsenale Militare della Spezia
dove ospitare attività di Intermarine
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- «Tale possibile soluzione - ha precisato Forcieri -
dovrà essere attentamente vagliata a livello centrale dal
ministero della Difesa»
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Il presidente dell'Autorità Portuale della Spezia,
Lorenzo Forcieri, ha confermato di aver individuato insieme con la
Marina Militare una possibile area presso l'Arsenale Militare della
Spezia in cui ospitare attività del cantiere navale
Intermarine, colpito lo scorso 25 ottobre dall'alluvione che ha
interessato il ponente ligure.-
- «Il giorno successivo a quello del varo del cacciamine
finlandese presso il Cantiere Intermarine di Ameglia - ha spiegato
Forcieri - ho incontrato il comandante in capo del Dipartimento
Militare Marittimo dell'Alto Tirreno, ammiraglio Andrea Campregher,
con cui nei giorni precedenti mi ero già confrontato, allo
scopo di individuare un percorso comune per venire incontro alle
esigenze dell'azienda, gravemente colpita dall'alluvione. Dopo un
attento esame delle aree interne all'Arsenale, l'ammiraglio
Campregher mi ha mostrato uno spazio interessante, che comprende sia
spazi a mare sia a terra. Tale area potrebbe ospitare la parte del
cantiere di Intermarine dedicata agli allestimenti, attualmente
situato in una zona in concessione demaniale che si trova alla
Spezia, in Viale San Bartolomeo, accanto al molo Pagliari. Inoltre
con l'insediarsi di Intermarine in Arsenale si potrebbero realizzare
positive sinergie ed intensificare le collaborazioni tra questa
fabbrica e la Marina Militare, con vantaggi complessivi per l'intero
territorio. Ma è ovvio - ha precisato il presidente
dell'Autorità Portuale - che tale possibile soluzione dovrà
essere attentamente vagliata a livello centrale dal ministero della
Difesa».
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- «Per quanto riguarda l'azienda storica, quella che si
trova oggi lungo il fiume - ha proseguito Forcieri - sono fermamente
convinto che non debba abbandonare la Val di Magra, condividendo
pienamente la posizione del sindaco di Sarzana. Per poter consentire
questo è però necessario che gli interventi più
volte annunciati vengano finalmente realizzati, a tutela delle
attività produttive e delle popolazioni della bassa Val di
Magra. Arginature, canali scolmatori, nonché dragaggi
programmati e seriamente controllati possono rimettere il Magra in
sicurezza e consentire ad Intermarine di proseguire nella sua
eccellente attività che tanto rappresenta in termini
economici e sociali per questo territorio».
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- «La prossima settimana - ha concluso Forcieri - ho in
programma di incontrare i vertici di Intermarine per discutere di
questa soluzione. Nel frattempo li ho tranquillizzati circa la
possibilità di una proroga della concessione in scadenza».

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