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24 novembre 2011
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- L'Italia deferita alla Corte di Giustizia Europea per
l'esenzione IVA concessa sulle navi
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- Chiesto anche il rispetto delle nuove norme di sicurezza per
le navi passeggeri
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La Commissione Europea ha annunciato oggi la decisione di
deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Europea per l'esenzione
IVA concessa sulle navi. Secondo Bruxelles, infatti, l'esenzione
prevista dalla legislazione italiana non è in linea con
quanto consentito dalla direttiva europea IVA in base alla quale
tale esenzione può essere concessa, a talune condizioni, al
rifornimento e al vettovagliamento delle navi utilizzate in alto
mare nonché per la cessione, la trasformazione, la
riparazione, la manutenzione, il noleggio e la locazione di navi.-
- La Commissione Europea ha spiegato che la legislazione italiana
da un lato va al di là di quanto ammesso, in quanto concede
l'esenzione IVA alle navi commerciali che non navigano in alto mare
e alle navi destinate ad enti pubblici, e dall'altro esclude taluni
servizi che dovrebbero essere coperti dall'esenzione, ad esempio il
carico e lo scarico di navi che navigano in alto mare. Nel maggio
2009 la Commissione UE aveva inviato all'Italia una lettera di
costituzione in mora e, poiché l'Italia non aveva
successivamente allineato il trattamento IVA delle navi alla
direttiva europea, nel maggio 2011 la Commissione aveva inviato un
parere motivato.
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- «Le regole sulle esenzioni IVA - ha sottolineato la
Commissione UE in una nota - devono essere applicate in modo
corretto e uniforme: se uno Stato membro estende l'applicazione
delle esenzioni, come fa l'Italia in questo caso, crea una disparità
tra gli Stati membri e di conseguenza determina distorsioni della
concorrenza nel mercato interno. Inoltre, se gli Stati membri
estendono l'ambito di applicazione delle esenzioni oltre quanto
consentito dalla legislazione dell'UE, la percentuale dell'IVA
destinata al bilancio UE (facente parte delle cosiddette “risorse
proprie”) non verrà raccolta come dovrebbe».
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- La Commissione Europea ha chiesto anche all'Italia il rispetto
delle nuove norme di sicurezza per le navi passeggeri adottando una
legislazione nazionale che attui le nuove disposizioni e le norme di
sicurezza europee per tali navi . La richiesta è formulata
attraverso un parere motivato nell'ambito dei procedimenti di
infrazione dell'UE. Se entro due mesi l'Italia non notificherà
alla Commissione le misure adottate per garantire la conformità
al diritto dell'UE, anche in questo caso la Commissione potrà
adire la Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
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- Lo scorso anno l'Unione Europea ha adottato una nuova direttiva
sulle disposizioni e norme di sicurezza per le navi passeggeri
impiegate nei viaggi internazionali che è volta
principalmente a fornire un contesto normativo europeo aggiornato
che tenga conto delle più recenti misure approvate
nell'ambito dell'International Maritime Organization (IMO). Tali
misure includono, fra i vari requisiti tecnici, un divieto sui
materiali contenenti amianto, l'obbligo di installare un sistema di
illuminazione di emergenza che consenta ai passeggeri di abbandonare
la nave in condizioni di sicurezza nonché quello di fornire
giubbotti di salvataggio di taglia adeguata per le persone di
costituzione robusta. Bruxelles ha spiegato che l'Italia non ha
comunicato alla Commissione le misure adottate ai fini
dell'attuazione della nuova direttiva sulle disposizioni e le norme
di sicurezza per le navi passeggeri benché una richiesta in
tal senso le fosse stata indirizzata lo scorso 29 giugno.

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