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2 agosto 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08.33 GMT+2



24 novembre 2011

L'Italia deferita alla Corte di Giustizia Europea per l'esenzione IVA concessa sulle navi

Chiesto anche il rispetto delle nuove norme di sicurezza per le navi passeggeri

La Commissione Europea ha annunciato oggi la decisione di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Europea per l'esenzione IVA concessa sulle navi. Secondo Bruxelles, infatti, l'esenzione prevista dalla legislazione italiana non è in linea con quanto consentito dalla direttiva europea IVA in base alla quale tale esenzione può essere concessa, a talune condizioni, al rifornimento e al vettovagliamento delle navi utilizzate in alto mare nonché per la cessione, la trasformazione, la riparazione, la manutenzione, il noleggio e la locazione di navi.

La Commissione Europea ha spiegato che la legislazione italiana da un lato va al di là di quanto ammesso, in quanto concede l'esenzione IVA alle navi commerciali che non navigano in alto mare e alle navi destinate ad enti pubblici, e dall'altro esclude taluni servizi che dovrebbero essere coperti dall'esenzione, ad esempio il carico e lo scarico di navi che navigano in alto mare. Nel maggio 2009 la Commissione UE aveva inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora e, poiché l'Italia non aveva successivamente allineato il trattamento IVA delle navi alla direttiva europea, nel maggio 2011 la Commissione aveva inviato un parere motivato.

«Le regole sulle esenzioni IVA - ha sottolineato la Commissione UE in una nota - devono essere applicate in modo corretto e uniforme: se uno Stato membro estende l'applicazione delle esenzioni, come fa l'Italia in questo caso, crea una disparità tra gli Stati membri e di conseguenza determina distorsioni della concorrenza nel mercato interno. Inoltre, se gli Stati membri estendono l'ambito di applicazione delle esenzioni oltre quanto consentito dalla legislazione dell'UE, la percentuale dell'IVA destinata al bilancio UE (facente parte delle cosiddette “risorse proprie”) non verrà raccolta come dovrebbe».

La Commissione Europea ha chiesto anche all'Italia il rispetto delle nuove norme di sicurezza per le navi passeggeri adottando una legislazione nazionale che attui le nuove disposizioni e le norme di sicurezza europee per tali navi . La richiesta è formulata attraverso un parere motivato nell'ambito dei procedimenti di infrazione dell'UE. Se entro due mesi l'Italia non notificherà alla Commissione le misure adottate per garantire la conformità al diritto dell'UE, anche in questo caso la Commissione potrà adire la Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

Lo scorso anno l'Unione Europea ha adottato una nuova direttiva sulle disposizioni e norme di sicurezza per le navi passeggeri impiegate nei viaggi internazionali che è volta principalmente a fornire un contesto normativo europeo aggiornato che tenga conto delle più recenti misure approvate nell'ambito dell'International Maritime Organization (IMO). Tali misure includono, fra i vari requisiti tecnici, un divieto sui materiali contenenti amianto, l'obbligo di installare un sistema di illuminazione di emergenza che consenta ai passeggeri di abbandonare la nave in condizioni di sicurezza nonché quello di fornire giubbotti di salvataggio di taglia adeguata per le persone di costituzione robusta. Bruxelles ha spiegato che l'Italia non ha comunicato alla Commissione le misure adottate ai fini dell'attuazione della nuova direttiva sulle disposizioni e le norme di sicurezza per le navi passeggeri benché una richiesta in tal senso le fosse stata indirizzata lo scorso 29 giugno.

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