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6 dicembre 2011
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- Prevista una crescita del 348% del traffico container nei
porti NAPA al 2030
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- L'associazione sottolinea che i porti adriatici devono essere
confermati tra le priorità europee
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I porti dell'Alto Adriatico hanno la possibilità di
arrivare a movimentare un traffico annuo dei container pari ad
almeno sei milioni di teu entro il 2030, con una crescita del 348%.
Lo evidenzia uno studio presentato oggi al Parlamento europeo da MDS
Transmodal, società inglese di consulenza nei trasporti alla
quale è stato commissionato dalla NAPA (North Adriatic Ports
Association). Il documento è stato illustrato in occasione
della conferenza “Baltic Adriatic Corridor connecting Europe
and beyond” promossa da Antonio Cancian e con altri colleghi
europarlamentari austriaci e polacchi e con la presenza degli
assessori ai Trasporti della Regione Veneto, Renato Chisso, e della
Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Ricciardi, e dell'assessore
alla Pianificazione della Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo.-
- Lo studio dimostra anche che il mercato contendibile dai porti
NAPA, l'associazione che unisce gli scali di Venezia, Trieste,
Ravenna, Capodistria e Fiume, è proprio quello che il
corridoio Adriatico-Baltico attraversa, coinvolgendo anche la
Lombardia e la Baviera e il Baden-Wuttenberg.
- L'associazione ha sottolineato come questo sia un traguardo alla
portata dei porti NAPA che godono della migliore localizzazione
geografica per connettere le economie e i mercati emergenti
dell'Estremo Oriente con l'Europa e un contributo all'attuazione
della strategia europea in materia di trasporti sostenibili e di
crescita economica contenuta nella proposta della Commissione
“Connecting Europe Facility”, una proposta che prevede
espressamente che i porti del Nord Adriatico implementino i propri
progetti di sviluppo e le loro connessioni ferroviarie per
costituire uno dei punti di accesso dell'Europa con il resto del
mondo.
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- NAPA ha sottolineato come la decisione che inserisce l'Italia ed
i porti del Nord Adriatico tra le priorità europee dovrà
però essere difesa dal governo italiano nei prossimi mesi
anche in sede di Parlamento e Consiglio europeo di fronte anche ai
porti del Northern Range (Anversa, Amburgo, Rotterdam) che
contestano la decisione della Commissione Europea di avere
un'alimentazione più bilanciata fra Nord e Sud Europa delle
merci provenienti soprattutto dal Far East. «Essere dentro
alla lista prioritaria - ha evidenziato l'associazione - significa
infatti aver accesso ai finanziamenti europei e agli altri strumenti
messi a disposizione dalla BEI come lo strumento di garanzia o i
project bond».
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- NAPA ha ricordato che il governo italiano ha abbracciato questa
visione con il “Decreto salva Italia”, approvato
domenica scorsa dall'esecutivo, che identifica quali superpriorità
per lo sviluppo infrastrutturale per il Paese proprio i terminali
portuali selezionati dalla stessa Europa e consente alle Autorità
Portuali di “costituire sistemi logistici, attraverso atti
d'intesa e di coordinamento con le regioni, le province ed i comuni
interessati nonché con i gestori delle infrastrutture
ferroviarie”. «Si tratta - ha rilevato l'associazione -
di una identità di visione tra il nostro Paese e l'Europa che
può solo favorire la crescita e lo sviluppo coerente del
mercato italiano ed europeo. Fornire quindi sostegno alla
realizzazione del Corridoio Adriatico-Baltico, che prevede quali
terminali a mare proprio i porti NAPA, risponde ovviamente
all'interesse delle regioni e degli Stati membri interessati -
Italia e Slovenia oggi; Croazia a breve - ma risponde anche
all'interesse europeo di sfruttare al meglio i punti di
alimentazione e connessione del proprio mercato con quello globale».

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