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7 dicembre 2011

Riccardi (Friuli Venezia Giulia): necessario fare pressing su Parlamento e Consiglio UE per il corridoio Baltico-Adriatico

L'assessore regionale ha evidenziato il ruolo chiave svolto dagli europarlamentari

L'assessore regionale alle Infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha evidenziato la necessità di fare azione di pressing sul Parlamento e sul Consiglio dell'UE relativamente al Corridoio europeo Baltico-Adriatico in considerazione del fatto che nel corso del prossimo anno i due organismi comunitari saranno chiamati a dare la loro approvazione al prolungamento di tale corridoio ferroviario dagli scali delle tre repubbliche baltiche, da Helsinki e dalla Polonia, sino al sistema portuale nord adriatico, attraversando il Friuli Venezia Giulia via Stiria e Carinzia.

Ieri a Bruxelles, in occasione della conferenza “Corridoio Baltico europeo, unire l'Europa ed oltre ...”, Riccardi ha evidenziato al commissario europeo ai Trasporti, Siim Kallas, che «ora non possiamo permetterci ritardi ed indugi» e ha messo in luce il ruolo prioritario del Parlamento UE e dei suoi parlamentari, «soprattutto - ha precisato - di quelli eletti nel nostro territorio, qualora la proposta della Commissione fosse bersagliata da emendamenti non in linea con il masterplan delle reti transeuropee di trasporto indicato dai vertici UE ad ottobre» ( del 19 ottobre 2011).

Da parte sua Kallas ha ricordato che il Corridoio può già vantare una serie di successi. «La grande qualità tecnica della proposta Barroso e Kallas, e dello stesso Baltico-Adriatico - hanno confermato Riccardi e il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia, Paolo Costa - è rappresentata dal fatto che prendono origine e si concludono in un sistema portuale, assicurando così la sostenibilità dell'asse di trasporto a fronte della necessaria multimodalità che l'efficientamento della rete dei trasporti richiede: in questo scenario, che già ora gode di un certo sostegno che spero diventi un successo, il Baltico-Adriatico è una “spina dorsale” degli scali NAPA (l'associazione dei porti adriatici di Capodistria, Fiume, Ravenna, Trieste e Venezia, ndr), cinque porti tra loro complementari in tre Paesi, che stimano una potenzialità 2030 di almeno sei milioni di teu/anno conquistando nuovi mercati soprattutto in Austria, Cechia e Baviera, secondo uno studio dell'MDS Transmodal presentato oggi».

L'efficienza del Baltico-Adriatico e di tutti i nuovi corridoi individuati da Bruxelles - ha però osservato l'assessore del Friuli Venezia Giulia - deve però essere migliorata «eliminando da subito la concorrenza sleale, la discriminazione negli accessi ai terminal, i finanziamenti occulti ai propri “campioni” nazionali e snellendo le procedure di autorizzazione, anche quelle legate all'utilizzo delle risorse UE».

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