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16 marzo 2012

Scure dell'Antitrust su Assagenti, Spediporto e 15 agenzie marittime

Sanzioni per oltre quattro milioni di euro per aver posto in essere un cartello segreto durato oltre cinque anni

Se qualcuno non particolarmente addentro alle vicende della comunità marittima genovese si è chiesto perché alla fine dello scorso anno Maersk Italia Spa, società con sede a Genova che rappresenta le compagnie di navigazione Maersk Italia e Safmarine del gruppo armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk, leader mondiale del trasporto marittimo containerizzato, sia uscita dall'associazione degli agenti marittimi genovesi Assagenti, oggi ha una risposta ( del 17 novembre 2011).

È una risposta che non spiega tutto, ma che senz'altro rivela parzialmente perché l'attrito tra il gruppo Maersk e altri primari associati di Assagenti si sia fatto via via più vivo. L'ha fornita oggi l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha comminato sanzioni per oltre quattro milioni di euro ad Assagenti, all'associazione degli spedizionieri genovesi Spediporto e a 15 agenzie marittime. L'Autorità Antitrust ha multato le due associazioni di categoria e le aziende per aver «posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell'articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea avente per oggetto l'incremento concertato dei corrispettivi dei servizi agenziali», un cartello segreto - ha rilevato l'AGCM - durato oltre cinque anni.

L'avvio dell'istruttoria dell'AGCM risale a metà 2010 ( del 14 giugno 2010). Oggetto di inchiesta, per accertare se fosse in atto un'intesa lesiva della concorrenza, sono state le due associazioni Assagenti e Spediporto e 15 agenzie marittime, tra cui la stessa Maersk Italia Spa che aveva messo in moto l'indagine avendo presentato il 9 dicembre 2009 una domanda di trattamento favorevole in relazione all'esistenza di attività di concertazione tra i principali agenti marittimi attivi sul territorio italiano. L'Antitrust ha reso noto che, unitamente alla domanda di clemenza, «Maersk e la sua controllata Safmarine hanno presentato evidenze documentali, dalle quali si è potuto dedurre il novero dei partecipanti alla concertazione, le modalità di realizzazione dell'intesa in ambito associativo, i temi trattati dalle parti nel corso delle riunioni indette in seno alla Commissione Portuale, nonché la durata della concertazione».

Analoga domanda di clemenza è stata presentata il 30 luglio 2010 dall'agenzia marittima Hapag Lloyd Italy Srl, che rappresenta la società armatoriale tedesca Hapag-Lloyd, allegando - ha precisato l'AGCM - «alcuni documenti a riprova delle condotte denunciate». Nel marzo 2011 l'istruttoria è stata estesa ad ulteriori tre agenzie marittime.

A conclusione del procedimento investigativo, oggi l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha spiegato che l'intesa, che è «durata quantomeno dal febbraio 2004 fino a tutto il dicembre 2009, ha riguardato la fissazione dei corrispettivi dei servizi agenziali (predisposizione ed emissione di documenti quali, ad esempio, le polizze di carico per le merci in esportazione ed i cosiddetti buoni di consegna per le merci in importazione), i cosiddetti “diritti fissi”, in violazione dell'articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea».

«In particolare - ha specificato l'Antitrust - è stata attuata un'intesa unica e complessa: da un lato, nel corso di una serie riunioni nell'ambito della Commissione Portuale le imprese coinvolte si sono coordinate per fissare i corrispettivi per diritti fissi e, dal 2008, il connesso sconto di fidelizzazione da applicare agli spedizionieri (profilo orizzontale dell'intesa); dall'altro, Assagenti e Spediporto si sono fatte carico di trasfondere negli accordi del 2004 e del 2007 l'intesa stabilita tra le società, “raccomandando” con una serie di circolari, il rispetto degli accordi stessi (profilo verticale dell'intesa)».

L'importo complessivo delle sanzioni, che dovranno essere pagate entro 90 giorni e la cui determinazione - ha spiegato l'Antitrust - è stata compiuta tenendo conto dei diversi comportamenti tenuti dalle singole imprese nel corso dell'intesa e del loro grado di collaborazione nel corso dell'istruttoria, è così suddiviso: Associazione Agenti Raccomandatari Mediatori Marittimi Agenti Aerei - Genova (Assagenti) 81.958 euro, Associazione Spedizionieri Corrieri e Trasportatori di Genova (Spediporto) 81.657 euro, Agenzia Marittima Le Navi 322.753 euro, Agenzia Marittima Prosper 43.397 euro, APL Italia Agencies 115.146 euro, China Shipping Italy Agency Co. 152.888 euro, CMA CGM Italy 895.789 euro, Coscon Italy 731.478 euro, CSA 107.879 euro, Gastaldi & C. 25.232 euro, Hapag Lloyd Italy 243.678, K-Line Italia 435.247 euro, Medmar 98.386 euro, Paolo Scerni 3.456 euro, Thoss Car & Son 4.089 euro, Yang Ming Italy 477.188 euro e ZIM Italia 287.516 euro.

Maersk Italia, grazie alla collaborazione con l'Autorità Antitrust, esce indenne dall'indagine, mentre Hapag Lloyd Italia vede ridotta la sanzione della metà.

L'AGCM ha evidenziato inoltre come «il cartello sanzionato abbia avuto un impatto di rilievo sul mercato del trasporto marittimo: nonostante alle riunioni abbiano partecipato operatori attivi per lo più nel porto di Genova - ha precisato l'Antitrust - numerosi documenti acquisiti nel corso dell'istruttoria dimostrano la valenza di valore “di riferimento” dei prezzi concordati nelle transazioni in altri porti del Mediterraneo, quali Gioia Tauro e La Spezia e in genere nel sistema portuale italiano. Il cartello ha inoltre consentito la definizione di prezzi dei diritti fissi più elevati di quelli che avrebbero potuto scaturire da un contesto realmente competitivo, procurando evidenti vantaggi sia alla categoria degli agenti che a quella degli spedizionieri, che hanno “incamerato” lo sconto di fidelizzazione senza riversarlo ai clienti finali, ai quali hanno anche “girato” gli incrementi delle tariffe».





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