- NCTM, la sentenza sulla concessione portuale di Calata
Bettolo appare destinata a costituire un principio dell'agire della
pubblica amministrazione
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- Rossi: l'Autorità Portuale di Genova ha interpretato
troppo rigidamente la legge portuale a discapito dell'efficienza del
porto
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- L'opinione di
inforMARE-
- È paradossale che il modello di Autorità Portuale
ambito dall'attuale presidente del porto di Genova, Luigi Merlo,
venga statuito dai giudici piuttosto che dal legislatore. Merlo
vorrebbe un'authority che oltre a regolare l'attività del
porto ne possa promuovere lo sviluppo, sulla falsariga di quanto
fanno le authority portuali nordeuropee, più simili a società
per azioni che ad ingessati enti pubblici.
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- Secondo Merlo, la legge 84/94 di riordino della legislazione in
materia portuale dovrebbe essere riformata in questa direzione,
dando alle Autorità Portuali - oltre ad ulteriori capacità
e risorse - anche la possibilità di favorire la crescita dei
traffici.
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- Ora Merlo può dormire sonni tranquilli. Sembra infatti
che non sia necessario ricorrere al consueto e tortuoso andirivieni
per le aule parlamentari. I giudici del Tribunale Amministrativo
Regionale hanno stabilito che la normativa del 1994 assegna agli
enti portuali queste funzioni, anzi li obbliga ad esercitarle.
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- Non sappiamo dire se la sentenza del TAR Liguria sia un bene,
come sostiene NCTM Studio Legale Associato, o un male per il porto
di Genova e, più in generale, per la portualità
italiana. Ci sembra piuttosto che la decisione dei giudici
travalichi i limiti dell'attuale normativa dando alle Autorità
Portuali competenze che evidentemente non credevano di avere.
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- L'articolo 18 della 84/94, che regolamenta la concessione di
aree e banchine, e specificatamente il comma 6.1 richiamato dal TAR
Liguria, parla sì di “incremento dei traffici” e
di “produttività del porto”, ma li menziona quali
elementi caratterizzanti e obiettivi precisi del business plan
presentato dalle imprese che ambiscono ad ottenere il titolo
concessorio. Non ci pare affatto - come invece ritengono i giudici -
che siano «principi che indirizzano l'attività di
regolazione demandata all'Autorità Portuale».
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- Chissà se Merlo è più sconsolato per la
sentenza avversa all'Autorità Portuale oppure lieto di veder
conferite all'ente che presiede prerogative di cui era in trepida
attesa.
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- Bruno Bellio
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NCTM Studio Legale Associato, che ha assistito il Consorzio
Bettolo nel ricorso contro l'Autorità Portuale di Genova
volto ad impugnare il diniego al rilascio al Consorzio della
concessione del nuovo terminal contenitori in costruzione a Calata
Bettolo, festeggia la sentenza che lo accoglie emessa dal Tribunale
Amministrativo Regionale per la Liguria
(
del 25 maggio 2012).-
- NCTM, che ha assistito il Consorzio con un team di
professionisti guidato dall'avvocato Alberto Rossi, partner dello
studio legale, ricorda che qualche anno fa, anche a seguito delle
vicende legate alle indagini della procura genovese relative al
rilascio delle concessioni del contiguo terminal Multipurpose,
l'Autorità Portuale di Genova decise di bloccare il
procedimento di rilascio (iniziato dall'allora presidente Giovanni
Novi) della concessione al nuovo terminal «facendo leva -
sottolinea lo studio legale - su considerazioni formali che oggi il
TAR bolla come “defatiganti” e “infondate”
proprio perché hanno ostacolato lo sviluppo dei traffici
obiettivo a cui l'ente regolatore deve affidare la massima tutela».
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- «Questa sentenza del TAR - commenta l'avvocato Alberto
Rossi - riporta in primo piano una lunga controversia che negli
ultimi anni ha visto contrapporsi importanti gruppi economici per il
controllo di una delle aeree più strategiche del porto di
Genova. Inoltre, la sentenza evidenzia come l'Autorità
Portuale di Genova abbia interpretato troppo rigidamente (e questo
punto erroneamente) la legge portuale a tutela della concorrenza, a
discapito dell'efficienza del porto. Si tratta di un'importante
svolta che potrebbe dare vita a una soluzione in grado di attirare
investimenti e accrescere il traffico portuale genovese, sino ad ora
abdicato a favore di porti vicini che sono stati in grado di creare
le condizioni per lo sviluppo delle attività portuali».
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- Secondo lo studio legale milanese, inoltre, «la sentenza
appare destinata non solo a regolare le future iniziative della
Autorità Portuale, che sarà tenuta a rilasciare il
titolo concessorio nel caso Bettolo, ma a costituire un principio
dell'agire della pubblica amministrazione troppo spesso incline a
proteggere elementi formali (talvolta erroneamente richiamati come
nel caso genovese) anziché i reali interessi di sviluppo dei
traffici marittimi». «Interessante - osserva lo studio
legale - sarà ora vedere come la Autorità Portuale di
Genova intenderà procedere anche e soprattutto perché
altri imprenditori si erano fatti avanti nell'attesa di una nuova
gara che al momento viene esclusa dai giudici amministrativi».

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