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25 maggio 2012

NCTM, la sentenza sulla concessione portuale di Calata Bettolo appare destinata a costituire un principio dell'agire della pubblica amministrazione

Rossi: l'Autorità Portuale di Genova ha interpretato troppo rigidamente la legge portuale a discapito dell'efficienza del porto

 
L'opinione di inforMARE

È paradossale che il modello di Autorità Portuale ambito dall'attuale presidente del porto di Genova, Luigi Merlo, venga statuito dai giudici piuttosto che dal legislatore. Merlo vorrebbe un'authority che oltre a regolare l'attività del porto ne possa promuovere lo sviluppo, sulla falsariga di quanto fanno le authority portuali nordeuropee, più simili a società per azioni che ad ingessati enti pubblici.

Secondo Merlo, la legge 84/94 di riordino della legislazione in materia portuale dovrebbe essere riformata in questa direzione, dando alle Autorità Portuali - oltre ad ulteriori capacità e risorse - anche la possibilità di favorire la crescita dei traffici.

Ora Merlo può dormire sonni tranquilli. Sembra infatti che non sia necessario ricorrere al consueto e tortuoso andirivieni per le aule parlamentari. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale hanno stabilito che la normativa del 1994 assegna agli enti portuali queste funzioni, anzi li obbliga ad esercitarle.

Non sappiamo dire se la sentenza del TAR Liguria sia un bene, come sostiene NCTM Studio Legale Associato, o un male per il porto di Genova e, più in generale, per la portualità italiana. Ci sembra piuttosto che la decisione dei giudici travalichi i limiti dell'attuale normativa dando alle Autorità Portuali competenze che evidentemente non credevano di avere.

L'articolo 18 della 84/94, che regolamenta la concessione di aree e banchine, e specificatamente il comma 6.1 richiamato dal TAR Liguria, parla sì di “incremento dei traffici” e di “produttività del porto”, ma li menziona quali elementi caratterizzanti e obiettivi precisi del business plan presentato dalle imprese che ambiscono ad ottenere il titolo concessorio. Non ci pare affatto - come invece ritengono i giudici - che siano «principi che indirizzano l'attività di regolazione demandata all'Autorità Portuale».

Chissà se Merlo è più sconsolato per la sentenza avversa all'Autorità Portuale oppure lieto di veder conferite all'ente che presiede prerogative di cui era in trepida attesa.

Bruno Bellio
NCTM Studio Legale Associato, che ha assistito il Consorzio Bettolo nel ricorso contro l'Autorità Portuale di Genova volto ad impugnare il diniego al rilascio al Consorzio della concessione del nuovo terminal contenitori in costruzione a Calata Bettolo, festeggia la sentenza che lo accoglie emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ( del 25 maggio 2012).

NCTM, che ha assistito il Consorzio con un team di professionisti guidato dall'avvocato Alberto Rossi, partner dello studio legale, ricorda che qualche anno fa, anche a seguito delle vicende legate alle indagini della procura genovese relative al rilascio delle concessioni del contiguo terminal Multipurpose, l'Autorità Portuale di Genova decise di bloccare il procedimento di rilascio (iniziato dall'allora presidente Giovanni Novi) della concessione al nuovo terminal «facendo leva - sottolinea lo studio legale - su considerazioni formali che oggi il TAR bolla come “defatiganti” e “infondate” proprio perché hanno ostacolato lo sviluppo dei traffici obiettivo a cui l'ente regolatore deve affidare la massima tutela».

«Questa sentenza del TAR - commenta l'avvocato Alberto Rossi - riporta in primo piano una lunga controversia che negli ultimi anni ha visto contrapporsi importanti gruppi economici per il controllo di una delle aeree più strategiche del porto di Genova. Inoltre, la sentenza evidenzia come l'Autorità Portuale di Genova abbia interpretato troppo rigidamente (e questo punto erroneamente) la legge portuale a tutela della concorrenza, a discapito dell'efficienza del porto. Si tratta di un'importante svolta che potrebbe dare vita a una soluzione in grado di attirare investimenti e accrescere il traffico portuale genovese, sino ad ora abdicato a favore di porti vicini che sono stati in grado di creare le condizioni per lo sviluppo delle attività portuali».

Secondo lo studio legale milanese, inoltre, «la sentenza appare destinata non solo a regolare le future iniziative della Autorità Portuale, che sarà tenuta a rilasciare il titolo concessorio nel caso Bettolo, ma a costituire un principio dell'agire della pubblica amministrazione troppo spesso incline a proteggere elementi formali (talvolta erroneamente richiamati come nel caso genovese) anziché i reali interessi di sviluppo dei traffici marittimi». «Interessante - osserva lo studio legale - sarà ora vedere come la Autorità Portuale di Genova intenderà procedere anche e soprattutto perché altri imprenditori si erano fatti avanti nell'attesa di una nuova gara che al momento viene esclusa dai giudici amministrativi».



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