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21 giugno 2012
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- La Commissione UE ha avviato una consultazione sulla qualità
dei servizi portuali e sull'efficienza e la trasparenza del sistema
portuale
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- Verhoeven (ESPO): «accogliamo con favore l'iniziativa
della Commissione di consultare le parti interessate»
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Ieri la Commissione Europea ha avviato una consultazione con gli
stakeholder del settore portuale con l'obiettivo di valutare
specificamente tre questioni, cioè la qualità dei
servizi portuali nell'Unione Europea nonché l'efficienza del
sistema portuale e la trasparenza delle organizzazioni portuali.
L'indagine, che si concluderà il prossimo 24 agosto, è
rivolta alle Autorità Portuali, ai fornitori di servizi
portuali, alle compagnie di navigazione, a chi rappresenta il carico
e ai lavoratori portuali.-
- La Commissione UE prevede di trarre frutto da questa
consultazione, sulla cui base saranno identificate le future sfide
della portualità europea che saranno presentate alla
conferenza “Unlocking the Grow Potential” che si terrà
il 25 e 26 settembre prossimi a Bruxelles, nel corso della quale la
Commissione illustrerà le possibili misure per far fronte a
queste sfide e le azioni da intraprendere a livello europeo. In
ottobre sarà realizzato un altro sondaggio in cui verranno
presentate le possibili opzioni strategiche, che potranno andare
dalla formulazione di linee guida e dall'individuazione di misure di
sostengo alla definizione di procedure d'infrazione e alla stesura
di una vera e propria legge.
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- Soddisfazione per l'avvio della consultazione è stata
espressa dal segretario generale dell'European Sea Ports
Organisation (ESPO): «accogliamo con favore l'iniziativa della
Commissione di consultare le parti interessate - ha commentato
Patrick Verhoeven - i precedenti tentativi di dare norme ai porti
europei - ha spiegato - sono stati criticati perché non erano
basati su un'essenziale analisi del settore. Ora le cose sono
differenti e pertanto noi incoraggiamo attivamente i nostri
associati a contribuire a questa indagine in modo che emerga un
quadro preciso della situazione attuale».
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- ESPO ha ricordato che lo sviluppo di una comune politica europea
dei porti ha conosciuto finora un percorso accidentato: a seguito
delle prime iniziative intraprese alla fine degli anni '90, la
Commissione Europea ha cercato due volte, nel 2001 e nel 2004
(
del 13 e
14 febbraio 2001 e
13 ottobre
2004), di produrre una legge
sull'accesso al mercato dei servizi portuali. Entrambi i tentativi -
ha precisato l'associazione dei porti europei - sono stati
caratterizzati da forti proteste sindacali e non sono riusciti a
trovare il sostegno della maggioranza del Parlamento europeo. Nel
2007 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla politica
portuale, che in sostanza ha fornito indicazioni sull'applicazione
delle norme del Trattato nel settore
(
del 10 ottobre
2007). Secondo ESPO, la comunicazione del 2007
costituisce ancora oggi una buona base su cui lavorare: «nel
nostro recente manifesto sulla politica e la gestione portuale
(
dell'11 maggio 2012,
ndr) - ha confermato Verhoeven - noi evidenziamo la necessità
di stabilire orientamenti chiari e proporzionali. Nel contempo
riteniamo che la Commissione dovrebbe monitorare attentamente
l'attuazione di questi orientamenti e di agire laddove si verificano
manifeste violazioni delle norme del Trattato».
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