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28 giugno 2012

Fincantieri ottiene un prestito di 140 milioni di euro dalla BEI

È volto a finanziare i programmi in ricerca e sviluppo. Via libera al ribaltamento a mare dello stabilimento di Sestri Ponente, ma - sottolinea Fiom Cgil - il governo non ha erogato i necessari 50 milioni di euro

Oggi a Roma la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), rappresentata dal vice presidente Dario Scannapieco, responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani Occidentali, e il gruppo navalmeccanico italiano Fincantieri, rappresentato dall'amministratore delegato Giuseppe Bono, hanno perfezionato una prima tranche di 80 milioni di euro di un prestito complessivo di 140 milioni rivolto a finanziare i programmi in ricerca e sviluppo della società. L'istituzione finanziaria dell'Unione Europea ha sottolineato che si tratta del primo finanziamento in assoluto, a livello europeo, che la BEI fa in favore della ricerca e sviluppo di una società del settore della cantieristica navale.

Il progetto si concentra principalmente su tre filoni: soluzioni tecnologiche finalizzate al miglioramento dell'efficienza energetica e alla riduzione del consumo di carburante delle navi; ottimizzazione della configurazione delle stesse, sia durante la costruzione sia nella fase operativa, così da incrementarne la sicurezza e ridurne l'impatto ambientale; studi innovativi (anche riguardanti il design) che possano ridurre le masse e incrementare lo spazio abitabile delle navi.

Maggior efficienza energetica e miglior impatto ambientale - ha rilevato la BEI - sono filoni che rientrano interamente nella tradizionale attività di finanziamento della Banca dell'Unione Europea, a cui si aggiunge un effetto sulla crescita dell'occupazione indotto dalla cantieristica navale, la cui filiera produttiva coinvolge un numero elevato di piccole e medie imprese in tutto il territorio.

Intanto a Genova il Comitato di Bacino ha dato il via libera definitivo al progetto di ribaltamento a mare del locale stabilimento di Fincantieri a Sestri Ponente, opera per la quale il governo ha stanziato 50 milioni di euro e che prevede tra l'altro il riempimento di uno specchio d'acqua di 71.000 metri quadri ( del 28 luglio e 12 ottobre 2011). Ricordando che un anno fa veniva firmato dalle istituzioni locali, dalla Fincantieri e dal governo l'accordo per far partire il ribaltamento a mare e che l'Autorità Portuale di Genova e la Regione Liguria hanno lavorato affinché l'opera potesse partire, Fiom Cgil Genova ha sottolineato che viceversa «il governo non ha mantenuto i suoi impegni». «Senza i 50 milioni - ha rilevato il segretario dell'organizzazione sindacale, Bruno Manganaro - la gara per le opere del ribaltamento non partono, sono soldi già annunciati ma mai arrivati nelle casse dell'Autorità Portuale. Il governo - ha aggiunto - parla di sviluppo ma non mantiene neanche gli investimenti già firmati come quello per la Fincantieri di Sestri. I lavoratori hanno lottato duramente per dare un futuro al loro cantiere navale e - ha concluso Manganaro - chiedono alle istituzioni genovesi di far sentire la loro voce affinché i 50 milioni dovuti siano messi immediatamente a disposizione per permettere la gara d'appalto per il ribaltamento».

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